• 10:10:02 am on dicembre 11, 2008 | 32
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    La Sindrome di Lyndon.

    «Nessun ragazzo, per la prima volta libero e con venti dineri in tasca, si sente veramente triste. E Barry partì alla volta di Dublino senza tanto pensare alla cara mamma rimasta sola e al focolare lasciato alle sue spalle, quanto al domani, con tutte le meraviglie che gli avrebbe portato»

    (Barry Lyndon, Stanley Kubrick, 1975)

    Quando mi chiedono dove vivo non ho mai molti dubbi, rispondo con sicurezza «Dublino.». La risposta sembra essere fin troppo laconica, a tratti disincantata, ma ha un suo senso. Quando si dice di vivere a Dublino, si traccia la profonda differenza che passa tra vivere l’ Irlanda ed in questa piccola ‘vorreiesserelondramanonposso’. E’ una delle città più globalizzate d’Europa, si cammina per le vie del centro tra i maggiori brand mondiali, interrotti solamente, di tanto in tanto, dai malinconici sguardi delle statue Joyce e San Patrizio, che silenti hanno assistito all’ipertrofia economica dublinese.

    Da qui parte la Sindrome di Lyndon: dalla sensazione che ci si trovi in un grande parco giochi, colorato, divertente e un po’ immaturo. Finiti i gettoni, si entra in un profondo stato di frustrazione, che spesso termina con una profonda debacle personale.

    La Sindrome di Lyndon ha più fasi: l’attesa delle meraviglie, la presa dei denari, il primo disincanto la lamentatio ed il rifiuto. Pochi dei miei miei connazionali in Irlanda scampano a questo psicodramma.

    Ne l’attesa delle meraviglie, tutto scorre con entusiasmo da vendere. Che sarà mai un po’ di vento, i sabati clone passati nei pub e la barriera linguistica? Nulla. In questa fase ci si battezza a tutto con gioia ed eccitazione, come fosse il primo giorno di scuola.

    Poco dopo si passa alla Presa dei Denari. Molti italiani, ormai sclerotizzati a contratti a termine, lavoro in nero, licenziamenti lampo e stipendi ridicoli, trovano nella capitale: lavoro, ottimi stipendi e contratti decisamente rassicuranti. Qui, fino a poco tempo fa, i soldi sembravano crescere sugli alberi insieme alle mele. Bastava scrollare un po’ quell’albero, ed i soldi cadevano solo per forza della gravità. Facile, fin troppo.

    Il primo disincanto si insinua proporzionalmente con l’avanzare della routine: levataccia, pioggia, Luas/Dublin Bus, pioggia, orario d’ufficio, pausa pranzo con un muffin cancrenoso, Luas/Dublin Bus, pioggia, Pub e casa. Già, il bar popolato di vecchi che giocano a briscola sotto casa, comincia a mancare. Brutto segno.

    Innescata la miccia del disincanto, ci si dirige verso la più tormentata e lunga delle fasi della Sindrome di Lyndon: la Lamentatio. Il tempo comincia ad essere fastidioso, in Italia sembrava esserci sempre il sole. Il cibo diventa pesante e maleodorante e la comparazione con gli spaghetti alla bolognese delle mamma diventano argomento fondante di molte serate tra connazionali. I colleghi sono un po’ meno simpatici, perché per noi bevono sempre un po troppo. I pub diventano tragicamente seriali e lo Spire diventerebbe evidente solo se crollasse in Talbot Street provocando una strage.

    Dietro l’angolo ti aspetta Il rifiuto, e siamo quasi alla fine del viaggio a ritroso. Diventa impossibile vivere in un posto dove piove sempre, in Italia – forse – non pioveva mai. Si comincia a mangiare solo a casa, esclusivamente italiano. Si insinua il pensiero che forse un posticino di lavoro in Italia lo si può ancora trovare, magari facendosi aiutare da qualcuno in alto. Gli irlandesi sono odiosi, ma chi pensano di essere?

    Alla termine dell’ultima fase, molti tornano a casa sconfitti dall’impossibilità di adattarsi e di accettare una cultura diversa dalla propria. Dal tutto giusto al tutto sbagliato, credendo che il nostro giudizio sia assoluto e che i nostri parametri siano quelli di un mondo migliore. Una piccola grande mediocrità, tipica dell’epoca del individualismo qualunquista. Di quelli che hanno da dire su tutto e tutti, senza mai avanzare.

    Ci si dimentica con fretta di tante, troppe cose: il ribrezzo provocato da governanti scellerati, le continue umiliazioni sul posto di lavoro, il gravissimo arretramento del nostro paese, la stagnazione, l’arrembante recessione, la malasanità, la casta e chi più ne ha ne metta.

    L’erba del vicino è sempre più verde, e non ci sono sfumature. E’ solamente più verde. Quando il parco giochi ha terminato di esercitare il suo appeal su di noi, ci si annoia. Troppo comodo.

    Utilizzare i propri parametri per giudicare un popolo, una città ed una nazione è bieco, mediocre e patetico. Sopratutto quando si tralascia drammaticamente il trascorso storico culturale e la weltanshaung di una popolazione. Parnell, O’Connell, Sir John Gray e Larkin non sono solo ammassi di metallo antropomorfi lanciati a caso su O’Connell Street, forse sono una prima chiave di interpretazione.

    Cosi’ mentre l’italiano si crogiola con Leonardo Da Vinci, morto e stramorto secoli fa, il dublinese si tracanna una pinta con un vago disinteresse per il sepolto genio italico. Uscendo per pisciare, l’irlandese cade rovinosamente per il troppo alcool in corpo. L’italiano esce dal pub, guarda e sbeffeggia il dublinese stramazzante, e poco dopo si infrange contro un palo per ammirare il culo di una irish.

    Non so chi sia meglio o peggio, non mi interessa neanche. Mi irrita maggiormente l’incapacità di vedere dimensionalmente i fatti, i luoghi e tutti i componenti di una cultura. Mi avviliscono i luoghi comuni e la strenua volontà di vedere solo quello che si vuole, a seconda dei propri piccoli bisogni e della convenienza nell’immediato. E’ una forma di egocentrismo nazionalpopolare, che si fa strada solo quando si e’ lontani da casa. Perché, diciamocelo, quando si era in patria, non fregava poi a molti in che parte si stesse andando.

    Dublino, in fondo, è un posto in cui passare o trapassare, un città dove si patteggia con il diavolo tutti giorni. Se sei qui anche tu, il tuo mondo non era di certo migliore.

    Passando a cose serie, siate i benvenuti.

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Comments

  • andima 12:54 pm on 11 dicembre 2008 | #

    hey, post bellissimo, davvero, sicuramente non potevi aprire il blog in modo migliore:) sono d’accordo con tutto e la descrizione delle fasi e’ pura realta’!

    alla prossima :)

  • Lyndon 1:02 pm on 11 dicembre 2008 | #

    Ciao Andima. Grazie per aver ricambiato la visita.

  • bacco1977 1:15 pm on 11 dicembre 2008 | #

    grandioso.
    Complimenti

  • antonio 1:24 pm on 11 dicembre 2008 | #

    ahah gran post, io sono stato troppo frettoloso e non avevo capito che il numerino era il link per commentare

  • Lyndon 1:28 pm on 11 dicembre 2008 | #

    @Bacco1977
    Grazie mille per la visita ed i complimenti. Ricambio.

    @Antonio
    Hai ragione, l’interfaccia del blog non e’ molto user friendly.

  • pallotron 1:31 pm on 11 dicembre 2008 | #

    benvenuto nella blogosfera lyndoniana :D

  • Lyndon 1:36 pm on 11 dicembre 2008 | #

    Grazie Pallotron, spero di durare…

  • barbylucedistelle 1:56 pm on 11 dicembre 2008 | #

    bel post, mi fa pensare che alla fine siamo tutti sulla stessa barca…

  • Luca 9:02 pm on 11 dicembre 2008 | #

    Mi aggrego ai complimenti per il post! Soprattutto per le fasi che mi sento di aver trapassato fino al rifiuto :)

    Unica nota: io mi prendo i pali in faccia quando mi giro a guardare il culo delle italiane/spagnole/russe/brasiliane… se lo faccio con le Irish di solito sono mosche bianche :)

    Un saluto

  • pallotron 2:20 pm on 12 dicembre 2008 | #

    io non credo di essere arrivato al rifiuto ancora.

  • bacco1977 5:45 pm on 12 dicembre 2008 | #

    io l’ho superato.
    Resto.
    Saluti

  • freddi 12:42 am on 13 dicembre 2008 | #

    ur post is absolutely brilliant :) vivo a dublino è la frase che affermo con più piacere quando torno in italia e incontro vecchi amici o gente che non vedo da tanto.. e ne vado fiera ;)

  • Luca 1:59 am on 13 dicembre 2008 | #

    @Bacco: quindi dopo il rifiuto c’é il nirvana? :)

  • Lyndon 9:12 am on 13 dicembre 2008 | #

    @Bacco1977
    Forse stando qui ci sarà il Sid, che ovviamente sarà piovoso e malverso. Tanto vale poggiare i culi nel Nirvana!

  • andima 7:35 pm on 13 dicembre 2008 | #

    beh onestamente se vai fiera nel dire “vivo a dublino” o e’ la frase che pronunci con piu’ “piacere” quando torni in italia e incontri vecchi amici o gente che non vedi da tanto tempo, allora ti accontenti davvero di poco.. nessuno e’ piu’ furbo, anche chi rimane in italia e’ un eroe, c’e’ il sorriso anche nel paese delle tangenti, dei politici giocherelloni e chi ne ha piu’ ne metta, ognuno puo’ trovare il suo equilibrio ovunque e sentirsi fiero di dire “vivo a x” perche’ in x ha trovato il suo equilibrio, quindi non esiste il sentirsi superiori, piu’ furbi, piu’ eroi o soltanto migliori solo per aver avuto la brillante idea di venir a vivere a dublino, anche perche’ ho visto piu’ cazzoni italiani qui a dublino che in italia, il che e’ indice che non occorrono chissa’ quali qualita’ trascendentali. poi, a ognuno le sue gioie. i bimbi son felici con un leccalecca, quindi..

    un italiano a dublino,
    sempre fiero di essere italiano e di difenderla, la merda e’ ovunque, ma per molti italiani all’estero la merda e’ solo in italia..

  • andima 8:35 pm on 13 dicembre 2008 | #

    lyndon scusa per lo sfogo

  • andima 4:06 pm on 14 dicembre 2008 | #

    lyndon cancellerei il commento se avessi i permessi come su blogspot, mi sento in colpa per lo sfogo come se avessi macchiato la sequenza carina che giustamente elogiava il tuo post. ieri ero un po´ nervosetto ed ho scritto di getto, non avrei dovuto. scusa ancora.

  • Lyndon 8:38 pm on 14 dicembre 2008 | #

    Andima, stai tranquillo. Per quanto mi riguarda il commento può rimanere li. A volte diciamo le cose di ‘pancia’, magari non rispecchiano i nostro vero pensiero ma fanno parte di noi. Io stesso sono stato molto acre e pungente nel mio post e devo aspettarmi anche commenti a tono. Va tutto bene, credimi.

    Sono d’accordo con te sugli equilibri. E’ tutta una questione personale, se non si è in equilibrio con se stessi, si starebbe male anche in Paradiso. Ognuno cerca la sua seranità come fosse il Graal. Qualcuno lo trova, qualcuno muore cercandolo.

    Una chiosa al mio post: è contro gli italiani a favore degli italiani.

    Mi spiego.

    Vorrei che dimostrassimo veramente la nostra grande Cultura, Storia e Intelligenza. In parte lo facciamo qui a Dublino. La maggior parte dei ragazzi italiani che sono qui sono corretti, non combinano guai e sono un valore aggiunto per molte grandi aziende. Ci facciamo rispettare e anche molto. Veniamo da uno dei paesi più belli del mondo, ma abbiamo un difetto che rende schiavi della nostra condizione: il vittimismo. Forse, il piangerci addosso senza alcuna minima reazione, è causa dello sprofondamento economico, politico e sociale della nostra amata. Sinceramente, non lo so neanche. Sono anche io qui per esorcizzare e capire.

  • bacco1977 12:37 am on 15 dicembre 2008 | #

    @Luca
    Saranno le troppe Pinte di Guinness che mi hanno portato in questostato. E la situazione non puo’ che peggiorare, o migliorare, dipende dai punti di vista.
    :P:P:P

    @andima
    Mamma mia! Non credo che il commento di freddi sia gettare merda sull’Italia.
    Non credo che chi si trovi bene a Dublino e decida di starci un po’ di piu’, automaticamente butti merda sull’Italia.
    Magari ha trovato in giusto compromesso e va bene cosi’.
    Ci si accontenta di poco, ci si accontenta di molto…Come possiamo dirlo? Dipende da cio’ che si cerca. Ognuno e’ libero di fare le sue scelte.
    Nel mio piccolo, Dublino mi ha dato molto. Ho trovato il mio equilibrio ed una giusta serenita’. Non mi sembra accontentarmi di poco.
    Ovvio che se cerchi modernita’, beh allora, hai veramente sbagliato posto. Ma come possiamo sapere cosa una persona cerca?
    La merda e’ veramente ovunque, ma veramente.
    In ogni posto che ho visto potrei elencarti tanti di quei difetti, da smontarlo in due minuti e farti preferire l’Italia.
    Tutto e’ troppo relativo, i parametri di giudizio devono variare a seconda del contesto e della persona. A seconda di cio’ che si cerca e di cio’ che si e’ poi trovato.
    L’equazione e’ complicata, troppi parametri.
    Non pensare che tutti vogliano buttare merda sull’Italia. A volte quelle che escono sono frasi rabbiose. Ricorda sempre che chi e’ qui, si porta sempre, volente o nolente, un po’ di sofferenza dentro. A volte questa sofferenza, in alcuni momenti anche nel mio caso, trova sfogo gettando merda sull’ Italia, a volte gettando merda su Dublino, ma sono solo momenti passeggeri.

    Un Saluto
    Bacco1977 un Metelliano a Dublino

  • bacco1977 12:47 am on 15 dicembre 2008 | #

    P.S.
    E basta co sti eroi.
    La frase eroi l’ho coniata io!!!!!
    C’e’ il diritto d’autore ;)
    E ad ogni modo, eroe non e’ colui che decide di venire a vivere a Dublino o di lasciare il bel paese…..
    Troppo facile.
    Rileggi l’ultimo post di utopie e vedi chi sono gli eroi. Sono coloro con i quali e’ possibile ragionare, commentare, parlare, scambiare opinioni.
    Sai Bacco con chi ha avuto i piu’ grossi problemi a Dublino?
    proprio con 3 Cavesi a Dublino…e non dico altro… :(
    Sai da chi ho avuto le piu’ grosse soddisfazioni a Dublino?
    Da altri 3 Cavesi a Dublino…
    Spero mi sia fatto capire
    Un abbraccio forte a tutti

  • pedro 10:25 pm on 15 gennaio 2009 | #

    il post mi riguarda in pieno, ho attraversato tutte le fasi ed ora aspetto il coraggio di lascirmi tutto alle spalle.
    una cosa però…criticare, lamentarsi, se lo si fa per esperienze vissute e non per luoghi comuni, va bene.
    io critico l’italia perchè ci sono molte cose che non vanno bene e altrettanto l’irlanda, perchè avendoci vissuto le ho provate e viste coi miei occhi.
    non critico la scozia o la francia che non conosco.
    ritengo anche che chi paga le tasse in un paese, abbia il diritto di esprimere un parere.
    spesso i commenti e le prese di posizione s un paese sono estreme, se sono venuto in irlanda è perchè la “mitizzavo” (storia, musica, lotta…) trovandomi davanti la realtà, ho iniziato a rendermi conto della diversa realtà.
    un pò come quando si sta con una ragazza e tutto è fiori e amore, appena ci si lascia diventa la peggiore t…a del mondo.

  • Ale 4:40 pm on 27 gennaio 2009 | #

    E’ egocentrismo anche il tuo

  • Lyndon 4:44 pm on 27 gennaio 2009 | #

    Se ti riferisci al mio, hai pienamente ragione.

  • enzo 9:42 am on 14 giugno 2009 | #

    ragazzi io sono in piena fase di lyndon. come posso curarla?enzo

  • Lyndon 6:42 pm on 14 giugno 2009 | #

    Enzo, puoi scrivermi in privato? qui: thelyndonsyndrome@gmail.com

    Grazie!

  • links for 2009-07-26 | AntonioScatoloni.it 9:01 am on 26 luglio 2009 | #

    […] La Sindrome di Lyndon. « Storie di italiani all'estero (tags: estero Italia) […]

  • Riemergo : Seats are not for feet 3:46 pm on 26 ottobre 2009 | #

    […] ultimi argomenti che vanno abbastanza di moda sono i sindromati, un termine venuto fuori da questo famoso post di lyndon e poi sviluppato in varie declinazioni sullo stesso blog da cui cito il post e su […]

  • Simona 1:03 pm on 8 novembre 2009 | #

    Esattamente quello che ho pensato io dopo aver vissuto a Dublino…ma se vivi per un pò in Irlanda, ci vivrai per sempre…

  • Last day in Dublin « On y va! 2:18 pm on 2 dicembre 2009 | #

    […] mie energie per lamentarmi di parecchie cose tipiche irlandesi, in quanto soggetto affetto dalla sindrome di Lyndon. Si tratta di un fenomeno comune per un italiano emigrato in Irlanda. Ma chi mi conosce sa anche […]

  • Dieci motivi per non emigrare in Irlanda, II. « 10:51 pm on 6 gennaio 2010 | #

    […] Continuiamo, così, con il secondo decalogo, affrontando aspetti meno macroscopici, ma che potrebbero toccare comunque le corde della vostra sensibilità. Seppur ogni singolo punto possa sembrare inoffensivo, se sommato a tutti gli altri vi potrebbe portare al parossismo della Sindrome di Lyndon. […]

  • Anonimo 11:18 pm on 22 marzo 2010 | #

    […] 00.12.29 Bacco, qui da 3 anni. Disponibile a fare due chiacchiere, almeno finche' non ti sindromerai. Cavesi a Dublin "Tre Eroi, in the fookin' city" afammocc […]

  • Finalmente! 10:37 am on 6 settembre 2012 | #

    […] […]


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