• 12:41:32 pm on luglio 2, 2009 | 1
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    Bruno Bozzetto, il Meccanico, l’Ingegnere e le file logiche.

    Che a nessuno piaccia essere preso in giro, e’ una cosa piu’ che comprensibile. Ci si stupisce sopratutto quando qualcuno di uno stesso insieme sottolinei dei difetti dell’insieme in se. Entriamo quindi a bomba in uno dei leitmotif di questo blog e di altri della blogosfera italo-irlandese: la critica alla societa’ italiana.

    Che gli interventi critici vadano pero’ ben definiti.

    Ci sono, a mio vedere, due modi di attuare un processo di critica: il metodo demolitivo e quello propedeutico. Utilizzo quello demolitivo quando pongo in atto una critica fine a se stesso e che non abbia alcuna prospettiva di miglioramento. La critica propedeutica, invece, e’ spesso fraintesa, poiche’ la componente emotiva dell’oggetto colpito e’ portata a difendersi strenuamente, ignorando completamente la vera natura del consiglio: l’invito al buon senso e alla logica. Questo non ammette che la demolizione senza finalita’ sia la strada peggiore, si puo’ tranquillamente dare un consiglio sbagliato e fare in modo che il meccanismo sia ancora piu’ lento e cadente. Nessuno e’ perfetto e neanche i consigli in buona fede lo sono.

    Che il processo propedeutico pero’ non vada confuso con il progressismo di natura illuminista o con i veterismi conservatori da “Si stava meglio prima” o “Una volta se volevamo tutti bene”. Il mondo vive le sue brutture e le sue volgarita’ da quando esiste e nessun progresso riuscira’ a sanare le problematiche della razza umana. Continuare a favoleggiare sul fantastico passato o su un futuro radioso, e’ puro onanismo.

    Non esiste, a mio vedere, un sistema perfetto od un modello invidiabile, ma esiste solo un minimo margine di miglioramento in tutto che dovrebbe essere perseguito per il bene comune, per il rispetto della vita’ in comunita’ e secondo la tollerabilita’ di una data cultura. Perche’ dovrei convincere uno svedese a non rispettare i passaggi pedonali, se lui non puo’ tollerarlo? E perche’ dovrei convicere un italiano a togliersi i suoi orrendi occhialoni giganti, convincendolo che sono ridicoli? Ogni sistema ha un suo valore di tolleranza, che nel tempo puo’ ovviamente cambiare.

    Ora, pero’, devo dare sfogo alla mia vena esopiaca.

    Un meccanico ed un ingegnere guardano all’interno di un cofano aperto. Il meccanico dice: “il motore e’ rotto, dovremmo cambiarlo.”. L’ingegnere, sdegnato risponde: “E’ perche’ mai? Questi motori sono fabbricati da noi e sono sempre funzionati e meraviglia.”. Il meccanico, pulendosi le mani sporche di nero grasso sulla maglia, risponde: “Ingegnere, questo motore e’ rotto. Se lo attoppiamo, ci rivedremo tra 300 km.”. L’Ingegnere: “Lo aggiusti, che andra’ benissimo.”. Il meccanico: “Come vuole lei dotto’….”.

    Il video che segue, probabilmente noto a tutti, fu creato da Bruno Bozzetto, il creatore del famoso Sig. Rossi. Nel video vengono evidenziate le differenze comportamentali tra noi e parte del resto d’Europa.

    [youtube http://www.youtube.com/watch?v=XkInkNMpI1Q&hl=en&fs=1&rel=0%5D

    Le reazioni a questo cortometraggio, di norma, sono le stesse dell’Ingegnere di fronte al meccanico sporco di grasso.

    Al di la’ del riscontro emotivo di questo tipo di satira, mi chiedo e vi chiedo: quanto conta mettersi tutti ordinati in fila ad una cassa o alla fermata del bus?

    Personalmente rispondo sibillinamente che mettersi ordinati come dei playmobil in fila di fronte ad una cassa conti tutto e nulla allo stesso tempo. Se da una parte questo tipo di comportamento e’ indice di spiccato senso logico e di rispetto del prossimo, dobbiamo anche considerare che da un punto di vista esistenziale non ha alcun senso, perche’ stare in fila alla cassa e’ po’ come aspettare Godot.

    Eppure c’e’ una maledetta via di mezzo.

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Comments

  • pallotron 2:03 pm on 2 luglio 2009 | #

    bel post.
    cmq nella blogosfera italo-irlandese c’e’ anche chi ormai ci ha perso le speranze e non critica piu’ di tanto :)
    a volte penso che bisogna attendere che la decadenza faccia il suo corso… tutt’altro che ottimista. lo so.


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