• 09:49:50 am on luglio 15, 2009 | 5
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    Addio Samb.

    Non amo parlare su queste latitudini della mia vita personale, ma questa volta e’ piu’ forte di me, forse perche’, a volte, ci sono eventi che lavano le ultime traccie della Sindrome di Lyndon presenti in me. Permettemi di squarciare per una volta questo velo.

    Io sono un tifoso della Sambenedettese, lo sono da quando era piccolo e collezionavo le loro figurine sugli album Panini, costringevo mio padre a portarmi allo Stadio F.lli Ballarin, compravo gli almanacchi calcistici solo per vedere la squadra che amavo sulla pagine della Serie B italiana.

    La amavo follemente e la amo ancora. Ho donato il mio tempo e la mia passione per seguirla negli anni, dentro e fuori le mura amiche. La Samb mi ha regalato anni di sudore, rabbia, gioia e lacrime. Emozioni vere, cosa rara e strana per una persona, che come me, e’ cresciuta piu’ con le macchine che con gli essere umani.

    Non ho idea neanche di abbia vinto l’ultimo campionato di Serie A o la Champions League e, credetemi, non e’ cosi’ atipico per un tifoso della Sambenedettese. Siamo monomaniaci ed ossessionati dai nostri colori ed e’ considerata una vera onta disertare lo stadio per andare a vedere “le Grandi”.

    Se vai a vedere la Juve invece di andare dalla Samb, dalle nostre parti sei un “Ascula’”. Non ci sono comunioni, matrimoni o donne che tengano, la domenica si va al campo a vedere la Samb. Questi siamo noi: pazzi, insensati, incoerenti, incivili e boriosi.

    Sabato la Sambenedettese e’ scomparsa dal calcio professionistico. Siamo stati una delle tante vittime del calcio moderno, dove la passione e’ stata sostituita con gli affari, dove le squadre si comprano come lavatrici per far girare moneta sporca.

    In 15 anni la nostra piccola squadra e’ stata maneggiata da affaristi che sono riusciti a farla fallire ben tre volte, coprendo di debiti e di vergogna la mia citta’ natale ed una formazione che negli ’60 era il vanto di tutte le Marche e della San Benedetto povera che cresceva sul lavoro duro della propria gente. La Sambenedettese era il riflesso di tutto questo, dell’orgoglio marinaro che diventava sacro in quelle casacche rossoblu’ con l’ampio scollo a V. Lo stadio era un tempio da onorare, il simbolo ed il blasone di ogni citta’, l’urna sacra delle nostre aspettative e sogni.

    Sono riusciti a corrompere e distruggere una delle poche cose che mi legava al mio paese, il sottile filo con l’Italia si sfibra giorno per giorno. Questo mi rende sempre piu’ leggero ed anche infinitamente triste.

    Addio Samb.

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Comments

  • bacco1977 10:21 am on 15 luglio 2009 | #

    seppur come avversario, onore ai tifosi della Samb……

  • Lyndon 10:38 am on 15 luglio 2009 | #

    Grazie Bacco, voi aquilotti siete anche peggio di noi… :;)

  • pedro 9:59 am on 19 agosto 2009 | #

    onore ai sambini ed alla sua gente che riempie il tempio del tifo.

  • gianni 12:25 pm on 3 novembre 2009 | #

    too bad. non lo sapevo. non tifavo samb, ma mi stava simpatica, va a sapere perche’. forse perche’ ci giocavano giocatori dai nomi improbabili, come ipsaro passione, cavazzini o bogoni.

    O l’indimenticato Minguzzi, unico portiere al mondo che sulle punizioni si metteva vicino al palo dietro la barriera anziche’ vicino al palo che la barriera non copriva.

    Pero’ le grandi ci hanno mandato un bel po’ di giocatori talentuosi a farsi le ossa, da Zenga a Sabato, da Tacconi a Tarzan Annoni, a Borgonovo.
    Too bad.

  • Lyndon 2:31 pm on 3 novembre 2009 | #

    Si, purtroppo siamo finiti in eccellenza.

    A dire il vero per certi versi l’entusiasmo sta rinascendo a poco a poco. Pur gravitando in una categoria che non ci appartiene, abbiamo una gestione locale e la citta’ sta cominciando di nuovo a stringersi intorno alla squadra che un tempo disse la sua nei campionati maggiori.

    Grazie per avermi ricordato tutti quei nomi che hanno indossato la nostra casacca.

    Ce ne sono molti altri, tipo un certo Franco Causio che venne preso giovanissimo dalla Sambenedettese. A quei tempi era letteralmente un indomabile scapestrato, ma venne ben educato dalla nostre parti. Il resto e’ storia.

    Grazie per il tuo commento.


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