• 11:10:17 pm on novembre 3, 2009 | 0
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    Halloween: tra sincretismo e hangover.

    Samhain image

    Ci siamo passati tutti. Il primo anno in Irlanda ed il primo Halloween ci hanno dato la percezione di quanto sia qui radicata questa celebrazione. Devo ammettere che il plasticume mimetico esposto negli ulitmi giorni mi ha decisamente confuso le idee sulla sua origine.

    A domande, quindi, mi sono risposto.

    Mascherarsi da non-morti, perche’?
    L’attuale notte di Halloween corrisponde al Samhain celtico. Questa era la ricorrenza che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. Samhain era il termine per identificare la stagione buia e Beltane quella per l’estate, o la stagione più luminosa e mite. Durante la nottata del Samhain, la leggenda vuole che lo scudo di Skathach fosse abbassato per permettere alle forze degli oltremondi di vagare nel regno dei vivi, per tornare a visitare i propri cari e  ritrovare i luoghi in cui erano vissuti. Questo incontro tra regno delle anime e regno dei vivi era vissuto senza alcuna angoscia, era sostanzialmente un ritrovarsi con il proprio passato. Ciclicità, insomma. Quest’ultimo è un concetto molto caro alla cultura celtica, in cui l’avvicendarsi delle stagioni, tempo, fasi lunari erano fondamentali. La ciclicità trova una delle sua manifestazioni estetiche nella croce celtica: in cui le due assi a croce, che dovrebbero rappresentare il mondo materiale e la sua linearità, incontrano il cerchio del ciclo temporale. Questo simbolismo, ad oggi, è andato praticamente perso, per fare spazio ad un dimensione più commerciale e materiale. La festa di Halloween è sostanzialmente una celebrazione dedicata alla deità mercato, rituale ovviato tramite debito acquisto di mascheramenti, scherzi, trucchi e gingilli. Tutto nella speranza che il dio mercato non ci abbandoni e che i morti non tornino veramente a vagare sulla terra. Metafisico che va, Materiale che viene. Se Vico fosse vivo, forse comincerebbe a vedere i primi segni della ferinità occidentale. Cattive notizie per gli amanti del neopaganesimo DIY: accettiamo le epoche per quello che sono.

    Da Samhain a Halloween, come?
    Il solito pasticcio sincretico. Halloween è la risultanza di quasi tutte le celebrazioni della festa di Ognissanti in giro per l’Europa. Dal Samhain celtico, alla celebrazione di Pomona, il Samonios e tutte le altre celebrazioni europee del giorno dei morti e Ognissanti. Quasi tutte hanno come trait d’union lo scandire il passaggio stagionale ma non tutte si incontrano sulla valore escatologico della celebrazione. Mentre i Celti vivevano con apparente serenità l’incontro con i defunti, in alcune declinazioni postume delle festa, il rapporto con i morti diventa conflittuale e pericoloso. Viene a scomparire l’accettazione oltremondana della vita per far posto alla conflittualità tra regno dei vivi e dei morti. I celti avevano una radicatissima percezione degli oltremondi, che erano stati canonizzati ampiamente nel loro corpus misterico e folkloristico, specificamente avevano il nome  Annwn, Mag Mell e Tír na nÓg, Ma andiamo al punto. Come arriviamo al termine Halloween? Probabilmente il termine proviene dalla celebrazione cristiana dell’ “All Hallows’ Day”, che con varie contrazioni  linguistiche giungerebbe fino al termine Halloween. E’ probabile che la festa di Ognissanti sia stata spostata dal 13 Maggio al 1 Novembre, creando una perfetta combo oltremondana: Ognissanti e Giorno dei Morti. Qualità e convenienza assicurati. Il Samhain va quindi nel secchio per far posto a questa nuova e revisitata epifania del morto. Il cerchiobottismo di origine romana e ben ereditato dal cattolicesimo ha la meglio. La seconda questione è:  perchè dagli USA ci arriva sempre più fortemente il battage di Halloween con tutti i suoi ammenicoli, ninnoli e pattume da b-movie horror? Sostanzialmente il Samhain esce dalla porta e rientra dalla finestra. Gli immigrati irlandesi in America usavano celebrarlo anche negli Stati Uniti. La tradizione si diffuse ampiamente in tutta America ed ora ritorna in Europa sotto un’altra veste. Halloween, allo stato attuale, è la summa di più culture tradizionali, sintetizzate nell’ottica di mercato delle culture occidentali. Un horror liberista, in sostanza. Quindi i morti non sono più supposti di tornare sulla terra da altre dimensioni, ma siamo noi stessi ad assumerne le fattezze tramite il rituale dell’acquisto. I morti non consumano, ma ci consumano, quindi se ne stiano dove dovrebbero. Cosi come i Gremlins, fantastici emuli delle gesta luddiste. Ma questa e’ un’altra storia.

    Non ho intagliato la mia zucca. Moriro’?
    In origine era una rapa, poi divenne zucca. E’ probabile che l’uso della zucca provenga dalla leggenda di Jack’o Lantern, che qui riporto riassunta:

    Una sera di Halloween, dopo l’ennesima sbronza, gli apparve il Demonio intenzionato ad impossessarsi della sua anima da peccatore. Jack chiese al Diavolo che gli venisse concesso di bere un ultimo bicchierino. Ottenuto il permesso, si lamentò del fatto che non aveva nemmeno un soldo per pagare la consumazione, così pregò il Demonio di trasformarsi in una moneta da 6 pence. Avvenuta la mutazione, Jack afferrò la moneta e la mise nel suo portafoglio, avente la caratteristica di una croce ricamata sopra. Imprigionato irrimediabilmente, per riottenere la libertà, il Diavolo accettò il patto proposto da Jack, che consisteva nel posticipare di un anno la sua morte.
    La vigilia di Ognissanti seguente, il Diavolo si ripresentò per ottenere l’anima dell’uomo. Questa volta Jack gli propose una scommessa: non sarebbe più riuscito a scendere da un albero. Il Diavolo sorrise ed accettò, salendo su un albero lì vicino. Fu allora che Jack incise sulla corteccia una croce, che impediva al Diavolo di saltare giù.

    Con la vittoria in pugno, Jack propose al Diavolo un patto: egli avrebbe cancellato la croce, se lui si fosse impegnato a non tentarlo più. Dopo circa un anno, Jack morì. Al suo bussare alle porte del Paradiso venne risposto che non sarebbe potuto entrare perché aveva condotto una vita dissoluta piena di peccati. Giunto all’Inferno, anche il Diavolo gli negò il permesso di entrare, perché ancora offeso per come era stato raggirato dall’uomo. Tuttavia, il Diavolo donò a Jack un tizzone che gli illuminasse la strada nel limbo oscuro. Jack si ingegnò per far durare più a lungo quella luce e la ripose in una rapa svuotata, ricavandone così una lanterna. Da allora, nelle notti della vigilia di Ognissanti è possibile scorgere la fiammella di Jack, che vaga alla ricerca della sua strada.

    Perchè la rapa, quindi? Perchè in Irlanda era (non so ora) più comune e gli immigrati irlandesi in America scoprirono la penuria del tubero e la sostituirono così con la zucca. Ho letto più e più versioni della leggenda di Jack O’Lantern, qualcuno la attribuisce ad un fattore, altri, come quella sopra riportata, ad un perdigiorno irlandese dal brutto carattere di nome Stingy Jack.

    La zucca intagliata si ritrova anche in alcune regioni italiane, come la Toscana. L’usanza era quella di intagliare delle zucche, porvi una candela all’interno e antropomorfizzarle al fine di impaurire il malcapitato. Magari quale lettore toscano potrà confermare o meno.

    Rimane che se non intagli la zucca, non morirai. Forse.

    Perche’ dei bambini camuffati da mostri bussano alla mia porta?
    Anche qui assistiamo alla fusione di due aspetti della celebrazione. Il  ‘dolcetto’ era lasciato anticamente come benvenuto qualora i defunti facessero visita in una casa. Lo ‘scherzetto’ deriva, invece, dalla credenza che durante quella notte fate e folletti si sarebbero divertiti a fare tremendi scherzi ai mortali. Altra versione della tradizione vuole la fusione di queste credenze con il souling, pratica tipicamente medievale. Era l’usanza per la quale che i poveri bussassero alle porte delle case per ricevere in cambio delle loro preghiere ai defunti del cibo con cui sfamarsi. Quindi, che abbia a che fare con i morti o i vivi, vi conviene pagare pegno.

    Ora?
    Credo che il nostro rapporto con la morte, in quanto scomparsa fisica della nostra persona, sia quanto meno accettata. In tutto questo ho sempre visto una grande complicita’ dello scientismo e dell’illuminismo spinto. L’uomo, che cerca strenuamente di battere la morte, la tenta di ucciderla prima concettualmente per poi, magari, un giorno vincerla fisicamente e biologicamente. Se un tempo le orde di defunti anelavano il ritorno nel mondo dei vivi ora la tendenza si inverte: siamo noi a volerli andare a trovare. Ci si maschera da creatura mostruosa, si assumono grandi quantità di alcool e stupefacenti sperando che una delle porte della percezione di Huxley si apra. Questa non accade mai, ma rimane sempre un interessante hangover.

    A rileggere questo post mi sono annoiato anche io. Complimenti per essere arrivato fin qui.

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