• 10:52:03 am on dicembre 31, 2009 | 40
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    Dieci motivi per non emigrare in Irlanda, I.

    Fine anno, tempo di bilanci.

    Molto è cambiato in Irlanda in solo un anno. Inutile richiamare gli echi del disastro dell’economia irlandese, passata dalle stelle alle stalle. Il paese soffre, tutti soffrono. Se prima si assisteva ai continui afflussi da tutta Europa, ora questo fenomeno si è arrestato. Stesso discorso per gli italiani. Quelli che c’erano e hanno mantenuto il lavoro sono rimasti, gli altri – per fortuna – se ne stanno finalmente andando alla ricerca dei propri paradisi ideali.

    Non mi piacciono i motivatori, sopratutto che vogliono sempre spingerti a fare qualcosa di cui non ti senti pronto o preparato. Quelli che ti vogliono sempre al limite delle tue prestazioni personali e professionali. Tra il motivare e demotivare, passa la verità ed è lì che mi voglio infilare. Senza mai dimenticare che parliamo della mia verità. La mia, non la tua. Autorevole se vuoi, infondata se ti pare.

    Propongo così una prima lista di motivazioni per evitare di trovarsi ancora connazionali in preda alla febbri della Sindrome di Lyndon. Prevenire è meglio che curare, dicevano i finti Medici Dentisti Italiani (mi pare).

    Chiudo il cappello introduttivo e vi lascio al primo infame decalogo.

    1. Lavoro. Non c’è ne più molto. Se decidete di trasferirvi alla ricerca di un lavoro mettete in conto di sprecare molto tempo e soldi. Sappiate che ora richiedono skill di alto livello ed un ottimo inglese, altrimenti andrete a nutrire le fila dei cheap slaves. La Tigre celtica è stata sotterrata definitivamente e le percentuali di disoccupazione sono decisamente alte. Pensateci.

    2. Nepotismi e clientele. Quando arrivate qui non siete nessuno e non ci sono gli amici di papà a darvi una mano. Riuscirete a cavarvela se siete professionalmente validi. Sul posto di lavoro verrete gratificati se dimostrerete di meritarlo. Sarete un italiano figlio di nessuno che lavora con figli di nessuno provenienti da tutto il mondo. Il resto sono chiacchiere. Le vostre.

    3. La pioggia. Se siete turisti lo troverete caratteristico; vivendoci, se siete amanti del clima mediterraneo, vi deprimerete con conseguenze irreparabili. Se non reggette inverni lunghi e bui ed estati molto piovose, rimanete dove siete e cercate mete più consone ai vostri desideri e bisogni. L’Irlanda è così, il clima non cambierà di certo per le vostre lamentele. L’uomo è finito, accettatelo.

    4. L’inglese. Se pensate che basti un corso di Inglese e qualche missiva mandata anni fa al pen pal, scordatevelo. Gli irlandesi parlano con il loro accento e siete voi a dovervi uniformare, non loro. Di rimando saranno molto pazienti con voi se vi metterete nell’ordine di idee di lavorare sulla comprensione e pronuncia. Ahimè, l’Oxford English è parlato solo dal 5% dei madrelingua, quindi scordatevi che tutti vi parlino scandendo ogni singola parola. Il problema è vostro e serve tempo e dedizione per migliorare.

    5. Divertimenti e tempo libero. Se siete sotto i 25 anni avrete quello che volete: alcool, sesso e baccanali sono accessibili. Se cercate altro, mettetevi in testa che non siamo ne a Parigi ne a Roma. Questa è una capitale che si è messa a regime con il resto d’Europa da circa 20 anni. C’è fermento ma ha bisogno di supporto e pazienza. Per il resto ci sono Teatri, Cinema, Concerti. Lo stesso che trovereste in una tristerrima provincia italiana. Se poi non vi piace la proposta o lo stile, non è un problema della città. Potreste sempre contribuire, ma si sa che a parlare si fa sempre prima.

    6. Estate. Non c’è.

    7. Integrazione. Gli italiani sono ben accetti in Irlanda ma non pensate di arrivare qui ed utilizzare gli stessi metodi per fare conoscenza. Non sono apprezzati i ruffiani e pallonari. Se volete costruirvi amicizie dovrete essere in grado di meritarvele. Quanti amici immigrati avete in Italia? Fate un conto prima di lamentarvi di essere soli in un città che conta quasi un milione di abitanti. Gli Irlandesi, pur essendo un popolo abbastanza curioso e chiacchierone, non diventeranno vostri amici alla seconda uscita.

    8.  Vizi. Le sigarette costano una fortuna e l’alcool non è da meno. Se siete viziosi assicuratevi di guadagnare bene.

    9. Cucina. Se siete abituati alla cucina casalinga tradizionale italiana non venite per niente. Non tutte le culture vivono per la carbonara ed il buon vinello, e non potete pretendere di trovare casa vostra ovunque. Scordatevi, inoltre, di mangiare decentemente italiano in Irlanda. Solo aprendovi a nuove esperienze culinarie avrete speranza.

    10. L’Irlanda non e’ l’Italia.

    I primi dieci motivi per non emigrare in Irlanda, I.

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Comments

  • bacco1977 12:16 pm on 31 dicembre 2009 | #

    :D
    bellissimo

    sto morendo dalle risate. Peccato che tu abbia effettivamente colto nel segno e ci sia ben poco da ridere…

  • TopGun 1:54 pm on 31 dicembre 2009 | #

    Bel decalogo.
    ma Dublino non fa 500.000 abitanti?(fonte wikipedia Italia).

    posso condividere questo post?

  • bacco1977 1:58 pm on 31 dicembre 2009 | #

    @top gun

    solo il centro :D

  • TopGun 2:05 pm on 31 dicembre 2009 | #

    ah ecco.
    m’ero perso solo il 50% della popolazione :D

  • Lyndon 2:08 pm on 31 dicembre 2009 | #

    @Bacco: Grazie e buon Anno!

    @TopGun: 500.000 abitanti la città e oltre un milione per l’area comprensiva della County Dublin.

    1.154.000 abitanti nella contea
    960.000 abitanti a Dublino

  • Lyndon 2:12 pm on 31 dicembre 2009 | #

    @Topgun: Certo, puoi condivere ed integrare. Questo è solo il primo decalogo. Ogni vostro contributo sarà integrato nei prossimi post.

  • andrea 2:41 pm on 31 dicembre 2009 | #

    che dire, buon 2010 !

  • Lyndon 4:05 pm on 31 dicembre 2009 | #

    @togpun: Grazie per averlo postato, spero sia di aiuto e non a molti.

  • TopGun 5:21 pm on 31 dicembre 2009 | #

    spero sia di aiuto e non. ahahahah

  • bacco1977 6:36 pm on 31 dicembre 2009 | #

    lyndon, mi fai morire…

  • Gianni 2:51 pm on 1 gennaio 2010 | #

    In molti casi il punto 10 è un motivo per emigrare, piuttosto che per non farlo :D
    Personalmente anche il 3 e il 6 sono a favore, ma è appunto una considerazione personale che non vale per il 99% degli italiani.
    Solo su un punto non sono d’accordo: l’alcol. I superalcolici costano carissimi, ma la birra (tranne Temple Bar) molto meno che in Italia ed è nettamente migliore :)
    Grande decalogo :)

  • pedro 6:14 pm on 1 gennaio 2010 | #

    lyndon, sinceri complimenti.

    10 colpi e 10 centri.
    da mettere non solo nel forum di top gun;) ma anche nelle guide turistiche della città.

    parlo da ex “dublinese” andato via, lasciando un lavoro(che a me piaceva tanto), in piena crisi economica.
    ancora oggi ho il rimpianto per il lavoro lasciato, ma non per la città.
    mi ritengo, comunque, fortunato, ho avuto l’opportunità di crescere, fare un’esperienza, cercare di praticare l’inglese dal vivo e non con corsi in italia…
    anche arrivare a poter giudicare e capire dublin, la sua vita, il suo stile, è qualcosa che posso spendere.

    a chi, come te, ancora ci rimane, auguro un sincero in bocca al lupo!

  • Lyndon 11:18 pm on 1 gennaio 2010 | #

    @Gianni: Non hai torto. Una birra in Italia può costare quanto una pinta presa a Temple Bar. I costi alti sono dovuti al totale speso in una serata normale che può comprendere un paio di birre e un superalcolico e un pacchetto di sigarette. Parliamo quindi di una cinquantina di euro a dispetto di meno della metà che si potrebbe spendere in Italia.

    @Pedro: Grazie mille Pedro. Mi fa piacere che tu possa confermare quanto detto, sopratutto perchè anche tu hai fatto un’esperienza in Irlanda. A proposito, per quanto sei riuscito rimasto?

  • the gypsy 11:29 pm on 1 gennaio 2010 | #

    Complimenti Lyndon, per il decalogo e per la teoria della sindrome di Lyndon – I LOVE IT!

    @Top: postare il decalogo sul forum gli da’ la visibilita’ che merita, pero’ ho gia’ visto un paio di commenti che mi hanno riportato alla precedente discussione “sempre convinti?” e mi viene un po’ di tristezza…

  • pedro 9:55 am on 2 gennaio 2010 | #

    sono arrivato a dublin nell’ottobre 2008 e ripartito a aprile 2009.
    18 mesi.
    ho vissuto la transizione tra la celtic tiger, che comunque dava più segnali della sua fine imminente(ricordi uno spettacolo teatrale “last days of celtic tiger”? riportava la figura del tipico irish medio, maglietta verde, pinta in mano e tasca vuota…).
    sono arrivato e dopo 15 gg trovai lavoro.
    non facilmente, mi accontentai di fare il magazziniere notturno per pennies, durante le feste natalizie.
    poi la “svolta”, customer service agent, in italiano, per un bookmaker online.

    non sono stato “bravo” come tanti, non ho lavorato in smart company o in posizioni di prestigio, dove REGALAVANO aumenti e promozioni, ad ogni cambio di stagione.
    che ora ci sia austerità o più attenzione nella selezione del personale, è una conseguenza di una gestione scellerata precedente.

    ora, il tuo decalogo, è solo uno dei motivi per far capire a chi non fosse sufficentemente aggiornato, che cercar lavoro in irlanda, è come farlo a reggio calabria, stessa possibilità di successo.

    col senno di poi, a ben leggere i segnali della fine di un’era e l’avvento della recession, avrebbe aiutato molti.

    ma non tutto il male viene per nuocere, spero l’isola verde si riprenda le sue tradizioni, quelle sane e genuine, l’umiltà e la voglia di lottare per la libertà, svenduta troppo facilmente ai 4 mercanti (u$a, €u, i$rael€…e uk…)

  • TopGun 11:12 am on 2 gennaio 2010 | #

    @Pedro il forum è di tutti, pure tuo :P

    @Gipsy sul forum, nei blog c’è sempre un difetto di comunicazione.
    Tranne che per i flame creati ad arte, molto spesso gli interlocutori innestano una spirale di incomprensioni quando magari stanno dicendo e pensano la stessa cosa.

    Ad ogni modo, questo è discutere ed è positivo. IMHO.

  • Gianni 11:57 am on 2 gennaio 2010 | #

    Veramente anche i superalcolici nei locali sono a cifre più o meno “italiane”… è nei negozi che i prezzi sono doppi, evidentemente per ragioni fiscali.
    Comunque va detto che per i superalcolici e soprattutto per le sigarette l’Italia ha i prezzi più bassi d’Europa o quasi.

  • Lyndon 12:11 pm on 2 gennaio 2010 | #

    @Gipsy: Grazie!

    @Pedro: I ritmi stanno rallentando e l’ombra del turbocapitalismo si sta sciogliendo come neve al sole. Ora saranno tutti un pò più poveri, ma di certo sono anche tutti meno ebbri di una ricchezza che stata mal gestita e sfruttata. Nessun paese imparerà mai a gestire i propri boom economici senza speculare e sfracellarsi. Molti irlandesi sperano di tornare ai tempi della Tigre. Non hanno capito che il danno è più grande di quanto loro possano pensare. E’ un pò come quando ti svegli in hangover e qualcuno ti parla cercandoti di spiegare che hai combinato la sera prima.

    @Topgun: Penso che dobbiamo affrontare più temi possibili, sia sui blog che sui forum. La sinergia ci sta tutta e ben vengano le discussioni. Non c’è flame senza forum e viceversa ;)

  • vinz 1:07 pm on 2 gennaio 2010 | #

    io no bevo, non fumo e non voto berlusconi? che faccio? preparo la valigia?

  • ER 2:38 pm on 2 gennaio 2010 | #

    “Non c’è flame senza forum e viceversa”

    Si ma se travisi completamente il significato di cio’ che e’ scritto vai a giocare con Facebook !

  • TopGun 4:58 pm on 2 gennaio 2010 | #

    @Er che ti devo dire :)

    @Vinz anch’io non fumo e bevo con moderazione.
    che faccio? preparo pure io?…

  • bacco1977 11:21 am on 3 gennaio 2010 | #

    Sono d’accordo con Pedro.
    Io sono rimasto solo perche’ ero ancora interessato a questo paese e volevo cercare di capirlo. Troppo capitalismo esagerato mi disgustava.
    Poi il crollo ed oggi possiamo asserire che viviamo in un posto diverso.
    E’ paradossale, ma e’ cosi’. Ora che tutto si sta calmando e sembra di essere in un posto normale, asserisco con decisione che vivere in irlanda ed a Dublino mi piace.
    Adesso mi piace. Pur quotando i 10 punti del decalogo.

  • Gianni 2:59 pm on 3 gennaio 2010 | #

    @Bacco: permettimi di dissentire. Capisco il senso di quello che dici, però questa “calma” se la godono solo quelli che per capacità o per fortuna non hanno risentito della crisi.
    Chi con la crisi ha perso il lavoro (e sappiamo non essere pochi) o ha visto diminuire il suo reddito (e sono ancora di più) non penso che preferisca questa Irlanda “calma” a quella di prima.

  • Lyndon 5:36 pm on 3 gennaio 2010 | #

    @Gianni: Hai ragione a dire che la calma è appannaggio di chi ha mantenuto l’occupazione e penso che Bacco si riferisse ad una visione di insieme della società irlandese. L’eccitazione del boom aveva portato l’atteggiamento della popolazione ad un parossismo consumistico fuori da ogni limite. Dobbiamo anche dire che il Welfare irlandese fa da scudo a molte situazioni che potrebbero essere state veramente disastrose. Di certo non riuscirà a coprire tutti ma offre una buona assistenza economica ad una grande fetta della popolazione.

    Ho parlato di recente con un ragazzo che venne qui nel 2003 e mi ha raccontato di una totale stato di ubriachezza (etilica ed economica) del dublinese medio.

    Di certo gli effetti della crisi economica saranno più chiari tra qualche anno. Sempre ammettendo che l’Irlanda non vada in default. Vedremo.

  • bacco1977 5:40 pm on 3 gennaio 2010 | #

    @Gianni

    Il tuo punto e’ ineccepibile.
    Anch’esso va preso in considerazione.

  • Gianni 6:29 pm on 3 gennaio 2010 | #

    Aggiungo: ovviamente è un discorso che vale un po’ per tutti i posti, non solo Irlanda. Quanti volte tornando in un posto siamo rimasti un po’ delusi perchè “meno caratteristico” della prima volta, senza pensare che quel “caratteristico” del passato implicava condizioni di vita peggiori per i residenti?
    @Lyndon: penso che un default dell’Irlanda non sia possibile ne probabile.
    E’ messa male come deficit (almeno al momento) ma non peggio degli altri come debito pubblico, ha una popolazione giovane ed istruita, ha settori su cui puntare per il rilancio, ha ancora un reddito alto, ecc.
    Poi c’è un altro fattore: la UE non può permettersi ne il default di un paese, ma non può nemmeno permettere l’uscita dall’euro di un paese perchè sarebbe un precedente pericoloso. Se oggi uscisse l’Irlanda in modo più o meno motivato, allora domani potrebbe uscire un “big” per ragioni politiche, e basterebbe questa sola possibilità a rendere l’euro molto meno forte credibile.

  • Gianni 6:30 pm on 3 gennaio 2010 | #

    Errata corrige: era “molto meno forte E credibile”

  • Lyndon 6:42 pm on 3 gennaio 2010 | #

    @Gianni: Hai probabilmente ragione. I punti forti che hai evidenziato sono corretti e gli investimenti fatti dal governo in termini di formazione assicurano ancora una buona affidabilità agli investitori ed alle multinazionali. Inoltre il piano delle infrastrutture sta procedendo più celermente, dopo anni di assurda stasi. L’Irlanda si è giocata il suo destino con il secondo referendum su Lisbona. Il coercizione del “Si” ha almeno assicurato le garanzie dell’UE al paese.

    E’ tutto da vedere.

  • bacco1977 7:41 pm on 3 gennaio 2010 | #

    comunque, poco possiamo fare se non attendere e vedere….
    Sempre che il punto 1 non tocchi anche noi..

  • aleventu 9:41 pm on 3 gennaio 2010 | #

    Mi trovo qui un per caso, a leggere questo decalogo, utile per me, che vorrei fare il grande passo e provare un’esperienza all’estero e proprio Dublino, sarebbe la città scelta. Ci sono stata un paio di volte, per vacanza e per studio… Ora nessuno pensa che un cambiamento di lavoro, di vita, di paese può semplificare le cose. Ma quanto obiettivi siete? (o meglio, sei tu Lyncon?) Ripeto, mi trovo qui per caso in cerca di informazioni sull’argomento… E qual é il motivo che ti ha portato a Dublino (se posso?) Avere un po’ di consapevolezza sulla ex-Celtic Tiger é sicuramente importante per me, ma non sarà l’atteggiamento tipico “lamentoso” di un Italiano che ovunque vada rimane tale? (Chiedo scusa se provocando ho suscitato nervosismo : not my intention :P)

  • Lyndon 9:54 pm on 3 gennaio 2010 | #

    @aleventu: Prendi tutto quello che ho scritto come una mia visione, sono dati soggettivi con una vaga pretesa di essere più oggettivi possibili. Se pretendessi di avere ragione non sarei credibile neanche con me stesso.

    Mi fai domande vagamente personali a cui non amo rispondere, ma ti riporterò qualche stralcio della mia esperienza senza andare troppo nei dettagli.

    Mi sono trasferito in Irlanda perché in Italia, nonostante fossi un senior con un buon cv, mi continuavano ad offrire co.co.pro o collaborazioni ambigue. Mantenere una casa in affitto ed una piccola auto era diventato impossibile, seppur lavorassi 10-12 al giorno e molto spesso spesso nei weekend. Vita sociale completamente annullata dalla mancanza di denaro e tempo.

    Più di un anno e mezzo fa me ne andai sbattendo la porta. Potrei scrivere almeno 50 post su disavventure professionali avute in Italia. Non amo scrivere sull’onda dell’emotività (tranne rari casi) e ho deciso di evitare di parlare della mia avventura (lunga circa 8 anni) professionale italiana. Mi limito a parlare del mio presente e di quello che vedo.

    Se vieni per cercare lavoro bada bene alle aree di tua competenza ed interesse e cerca di tastare il polso alla situazione. Le cose sono molte cambiate e non in meglio.

  • pedro 12:34 pm on 4 gennaio 2010 | #

    @aleventu: lyndon è forse uno dei primi ardui avversari dell’italiano lamentoso, “sindromato” (da cui la dindrome di lyndon…) etc etc, in poche parole dell’italiano medio (o anche piu’ che sopra la media, diciamoci dell’italiano.punto).
    il decalogo è un sano suggerimento a chi, come te, sta prendendo una decisione per il suo futuro.
    se non hai piu’ che qualche certezza, non andare a dublin!
    fino a 8/10 mesi fa, nel forum di topgun, ero il primo che stimolava la gente a fare il passo.
    forse perchè il mio esempio mi portava a farlo.
    34enne, senza laurea, con inglese intermedio, in 15 gg avevo trovato lavoro.
    se ci ero riuscito io anche l’italiano medio, di cui non ho nemmeno un briciolo di stima, poteva farcela.

    oggi, credo che solo un superitaliano (e ce ne sono) possa farcela, sempre e comunque, anche in paesi con crisi.
    Con forza di volontà, carattere, coraggio…
    Il mondo non si è fermato, le aziende non hanno chiuso i battenti, c’è solo maggior competizione.

  • aleventu 8:52 pm on 4 gennaio 2010 | #

    Questa dose di sano realismo, se pur necessaria, e per cui sono molto grata, non é molto incoraggiante e propositiva. E quella vocina che mi grida “incosciente!” diventa un po’ più grossa dopo aver letto le vostre opinioni. Ma appunto, dal momento che di opinioni si tratta, ci darò il giusto peso.

    E sì, ricordiamocelo “Il mondo non si é fermato”.

    Buon annooooooo :D

  • bacco1977 9:23 pm on 4 gennaio 2010 | #

    Si tratta solo di fare piu’ attenzione. Non di rinunciare. Essere piu’ accorti. Pianificare meglio. Magari attendere un pochino….

  • Lyndon 9:06 am on 5 gennaio 2010 | #

    @Aleventu: Quoto il consiglio di Bacco. Tutti ci auguriamo che vada meglio e non mancheremo di aggiornarvi costantemente.

    @Pedro: Grazie, non manchero’ inoltre di includerti tra i miei link. Mi piace la definizione di superitaliano, mi hai dato un ottimo spunto. ;)

  • jeromakay 11:57 pm on 20 novembre 2010 | #

    un bello articole, representa l’Irlanda. ci sono molti italiani qui e sono adattati molto bene :-)

  • Anonimo 4:05 pm on 11 gennaio 2013 | #

    L’Irlanda è casa mia.
    Il punto 1 è esattamente lo stesso in tutta Europa e forse anche mondo, caro.
    Il punto 2 è assolutamente una grande stronzata.
    3, 6, 7, 8 e 9 sono i “picci” dei “bambini” che non sanno adattarsi.
    4, è una cazzatissima: noi irlandesi, al contrario di quegli stronzi di inglesi NON FACCIAMO FINTA DI NON CAPIRE quando voi italiani parlate inglese e siamo molto disponibili e aperti.
    5…e cosa c’è di meglio di pub e musica irlandese?
    Non giudicate senza sapere, per favore.
    :)

  • bomber77 7:16 am on 16 luglio 2013 | #

    meglio altri lidi l’olanda,il belgio,il nord germania. che noia l’irlanda!!!!!!!!!!!!!

  • Anonimo 12:58 pm on 1 novembre 2014 | #

    cavolate solo cavolate mio figlio sta tanto bene in irlanda .qui stava male senza lavoro e senza futuro.basta solo un po’ di buona volontà e voglia di lavorare.


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