• 11:24:32 am on febbraio 7, 2010 | 3
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    Ucronìe: Berlusconi, Tartaglia, Violet Gibson e il destino d’Italia.

    Premessa: Questo è uno dei tanti post che non ho mai pubblicato.  Lo propongo senza una motivazione specifica, forse perché mi è saltato all’occhio e ho deciso istintivamente di farlo. E’ incompleto, raffazzonato e senza coda. Prendetelo così com’è. Parla di un evento  evento ormai sovrascritto nella nostre memorie, ma data la sua natura, mi permetto di posizionarlo dove voglio nel tempo, essendo, appunto, un’ucronìa.

    Ci sono  delle analogie interessanti tra l’attentano di ieri a  Berlusconi  e quello che l’irlandese Violet Gibson  tentò ai danni di Benito Mussolini.

    Per imperscrutabili disegni del destino la Gibson non riuscì ad eliminare l’oggetto del suo odio, così come è miseramente fallito quello di Tartaglia ieri sera. Due fallimenti di certo distanti nel tempo, ma collegati a loro modo.

    Violet Albina Gibson (1876 – 2 maggio 1956) figlia di Edward Gibson, primo Barone di Ashbourne e Lord Cancelliere d’Irlanda, è stata la donna che il 7 aprile 1926 attentò alla vita di Benito Mussolini a Roma. Mussolini era appena uscito dal palazzo del Campidoglio, dove aveva inaugurato un congresso di chirurgia, quando la Gibson gli sparò un colpo di pistola, ferendolo di striscio al naso. Gibson, faticosamente sottratta al linciaggio, fu condotta in questura; interrogata, non rivelò la ragione dell’attentato. Si è supposto che l’attentatrice, allora cinquantenne, fosse pazza all’epoca dei fatti e che potesse essere stata indotta al gesto da qualche istigatore sconosciuto. In tal senso furono sollevati pesanti sospetti all’indirizzo di Giovanni Antonio Colonna di Cesarò. L’attentatrice, comunque, fu espulsa dall’Italia e trasferita in Inghilterra. Rimase per trent’anni in un manicomio vicino a Nottingham, dove morì. Il giorno dopo l’attentato, Mussolini compì un viaggio in Libia e si mostrò a Tripoli con un vistoso cerotto sul naso, come testimoniano le foto dell’epoca.

    fonte: wikipedia

    Se la Gibson avesse concretizzato la sua intenzione, probabilmente non avremmo avuto né Tartaglia né Berlusconi.

    E’ interessante che due “folli” abbiano tentato di passare alla storia e che entrambi rientrino nell’insieme delle variabili impazzite. Qui non parliamo di gesti legati a ragioni ideologiche, ma di personalità  mosse dall’estetica di un gesto iconoclasta e dissacrante.

    Mussolini e Berlusconi sono due icone dell’anima d’Italia.  La Gibson e Tartaglia si sono scagliati, forse, contro quello che i due personaggi politici rappresentano. I due attentatori volevano diventare due pietre miliari nella storia e io, nel mio piccolo, rendo dignità a questi due gesti idealmente rivoluzionari ma effettivamente fallimentari. Triste è, esser solo delle note a margine.

    Così una dublinese avrebbe potuto completamente cambiare il nostro destino e le sorti del nostro paese. E’ probabile che non saremmo in Irlanda se la Gibson avesse ucciso Mussolini. Allora non ci sarebbe stata alcuna ascesa del regime, non ci sarebbe stata una caduta, una prima repubblica e una seconda, nessun boom economico e nessuna stagnazione. Forse saremmo stati una periferia dell’imperioso Reich. Il moto nazista ci avrebbe accolto sotto la sua ala qualche anno dopo dalla morte di Benito Mussolini, assassinato dalla folle irlandese. Il Reich, qualche anno dopo,  ci avrebbe  utilizzato per fabbricare armi e per attingere dalla nostra migliore gioventù, per abbattere ogni difesa europea. Forse, sotto la guida nazionalsocialista, avremmo vinto la guerra. Vinta la guerra, avremmo soddisfatto la nostra sete di vendetta entrando anche in Irlanda. Nazione rea di aver fatto fuori Mussolini, il martire del grande impero italo-germanico. Avremmo allora lasciato macerie di questo paese e avremlo avremmo ricostruito a immagine e somiglianza della nostra civiltà. Niente più questione Nord Irlandese, nessun protestante, solo cattolici romani. Avremmo ricostruito la loro tradizione, riscrivendo la loro storia. I Romani, così, avrebbero avuto invece dei castra in Irlanda, per giustificare le radici romane del nuovo popolo irlandese. Non ci saremmo stati noi e non ci sarebbero stati più irlandesi, costretti a chiedere, più tardi, aiuto all’Inghilterra per uscire dal nostra morsa. Allora sarebbero tornati gli Inglesi, con un ghigno che non si può dimenticare, e si sarebbero ripresi ciò che considerano loro.

    [youtube http://www.youtube.com/watch?v=hiojT2qHemI&hl=it_IT&fs=1&%5D
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Comments

  • pedro 8:38 pm on 7 febbraio 2010 | #

    non so cosa sarebbe potuto succedere, a seguito del tentato omicidio di mussolini.
    so cosa è successo dopo la statuetta (?) tirata (?) a berlusconi.
    il presidente del consiglio italiano era sotto l’ennesima bufera, accuse continue, l’ombra dei processi che lo aspettavano…
    invece, come per magia, un pazzo (?) che lo attacca (?), sfregiandolo (?), un fazzoletto stranamente in mano (…) a coprire la ferita (?), sangue (?) rapidamente coagulato (…), che gli hanno restituito l’apporto popolare, politico anche dall’opposizione (?).
    la storia ci dice che il lodo alfano è felicemente alle porte, i processi felicemente alle spalle, i maliaffari felicemente legittimati, le boiate politiche (vedi viaggio in israele) felicemente riproposte.

    arriverà anche per lui quel giorno…

  • Lyndon 10:01 pm on 7 febbraio 2010 | #

    @Pedro: Purtroppo anche la tua è un’ucronia…

  • Fabrizio 8:35 am on 8 febbraio 2010 | #


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