• 10:34:32 pm on marzo 10, 2010 | 17
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    Il Concilio degli Illuminati.

    Molti fattori hanno fatto in modo che raggiungere informazioni nel tempo più rapido e comodo possibile sia ora una realtà. Comodamente assisi sul proprio divano si può tranquillamente consultare un qualsiasi fondo o fonte sparso per il mondo. Anni fa, solo per sapere dove trovare un’informazione, sarebbe stato un problema.

    Se da una parte questo processo ha creato un flusso di assorbimento culturale maggiore, dall’altra sta dando origine a una generazione di arroganti sapientoni, ed io sono uno di questi. Che questa mia affermazione non sia presa come “prevenzione dalle critiche”, ma io sono esattamente un prodotto di questo assorbimento voluto e continuo di nozioni. Sono diventato, di fatto, una memoria organica e sovrascrivibile tendente a infinito.

    Il problema nasce quando non si riesce più a distinguere tra le nozioni comprese e quelle solamente assorbite. Tra un nozionista e un sapiente, la differenza è nell’uso che ognuno dei due fa delle informazioni. Il nozionista le utilizza sotto impulso meccanico, il sapiente, invece, ne fa un utilizzo positivo.

    Aver letto la voce di Wikipedia di ornitologia, non fa di me un ornitologo. Perché potrei trovarmi nella condizione imbarazzante di cominciare a catalogare falli maschili solo perché detti “uccelli”.

    In pratica, non si può comprendere un determinato argomento se non se ne possiede le chiavi per decifrarlo. Nel caso non si possiedano queste chiavi (registri) è solo possibile approcciare il tema per averne una conoscenza di base.

    L’ultimo post mi ha dato modo di confermare che abbiamo tutti la pretesa di poter porre il nostro giudizio su un qualsiasi argomento, pur avendo solo un’infarinatura di argomenti fin troppo complicati, come l’urbanistica, ingegneria civile, politica e sociologia.

    Gli Illuminati, sono una nuova generazione di sapientoni petulanti. Come i pensionati che si fermano a dare indicazioni ai muratori.

    Ho sentito più volte degli Illuminati, predicare e argomentare su temi di cui non hanno alcuna competenza. Allora assistiamo a deliranti tesi su come unire le Luas, di canali sotterranei per far defluire il traffico del centro, di fondi spesi a destra e a manca, di migliorie al welfare irlandese, teorie economiche strampalate, conclusioni sul codice genetico degli irlandesi e così via.

    Tutto questo senza conoscere minimamente il contesto, la teoria e la prassi. E soprattutto, nella maggior parte dei casi, le tesi sono proferite da persone cui tremano le gambe di fronte al proprio superiore o che si spaventano per una bolletta poco chiara.

    Immagazzinare non corrisponde a comprendere, e non ci fornirà il coraggio e le qualità per affrontare situazioni in cui il destino di un numero determinato di esseri umani è coinvolto.

    La nostra generazione di Illuminati, conosce ma non sa decodificare. Considera un disservizio soggettivo come assoluto sulla base di infarinature teoriche. Gli illuminati ortodossi sono in grado di far reggere delle scemenze su gli stecchini di wikipedia, oppure solo avendo avuto blande esperienze nel campo.

    Come me, hanno una diavolo di idea su tutto. Quello che ci rende differenti è solo nella capacità di prendersi sul serio.

    “Ho letto che” è spesso la prova empirica della nostra approssimazione e che il nostro assunto non valga nulla, rispetto al parere di un qualsiasi tecnico, che è specializzato nell’affrontare milioni di variabili su un progetto.

    Noi non sappiamo nulla, questo è il punto. Non sappiamo leggere i dati e non conosciamo le problematiche. Se dico “cazzo”, la decodificazione sarà quanto più semplice, per l’enorme diffusione del termine.

    Se passo una sequenza di termini più complessa, e dico invece “Ti ci vorrebbe un SYS64738”, solo chi conosce il registro da cui l’informazione proviene, potrà decodificarla. Poi ci sono quelli, pur non sapendo di cosa si sta parlando, vanno su internet e cercano, trovano le prime informazioni, e in forma di comunicazione asincrona (grande surrogato del popolo degli Illuminati) ti risponde la prima scemenza che riesce ad associare. Magari ti risponde a tono, ma non ha compreso né il contesto né il significato della frase. Poi, sentendosi comunque irradiato dalla luce del sapere da discount, continuerà a coprirsi di vergogna cercando di sostenere tesi e concetti su qualcosa che non conosce.

    Se dico invece, “Ho tolto Vonatar dal panotto”. Potrei anche trovare qualcuno disposto a cercarne i profondi significati, pur non essendocene alcuno. Perché ormai è inconcepibile che qualcosa possa non avere alcun senso o che venga creato solo per finalità estetiche. Oppure potrei aver creato un mio sistema lessicale e semantico, ma questa è un’altra storia.

    Quando chiesero a Battiato perché in Shock in my Town avesse inserito in sottotraccia la frase “Velvet Underground”, rispose a tutti coloro che avevano fatto delle letture troppo estese e fantasiose, che suonava solamente bene. Tutto qua.

    Azzardare un’ipotesi non è un peccato, se non si pretende di aver ragione o di essere migliori. E’ troppo semplice sentirsi migliori senza mettersi mai alla prova. Lo siamo, quindi, ma fino a prova contraria. La prova contraria ve la trovate tutte le mattine che vi alzate del letto.

    La prima chiave è saper leggere, per saper leggere bisogna sapere, per sapere bisogna studiare. Poi viene tutto il resto.

    Come per tutti quelli che vogliono comprendere questo popolo senza averlo prima studiato e poi capito. Perché diciamocelo, nessuno di noi ha mai letto completamente e nel caso lo aveste fatto, non lo avreste sicuramente capito. E’ quella solo una goccia nel Mare d’Irlanda.

    Ed è per questo che questo blog è falso, come me.

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Comments

  • bacco1977 8:34 am on 11 marzo 2010 | #

    EhEh.
    Impossibile controbattere.
    Portiamo qualche esempio pratico ok?
    C’e’ stato un periodo che su vari blog di illuminati e al pub, tra sindromati, ci si interrogava sulla presenza dei knackers in pieno centro. Sul perche’ le case popolari fossero in pieno centro, sul perche’ il centro fosse da considerarsi piu’ pericoloso delle periferie.

    La deduzione di questi geni di wikipedia fu:”E’ colpa del governo che ha fatto costruire le case in pieno centro. Probabilmente nei consigli comunali servivano Guinness”
    Ti giuro che si giri su qualche blog o forum di queste frasi ne trovi eccome.

    La critica sarebbe perfetta. Il centro e’ la parte peggiore di DUblino, in certi casi. Ma nessuno si e’ mai chiesto perche’. Nessuno ha indagatoo sulla storia di questa citta’. Nessuna ha comprato un libro di storia. nessuno ha mai letto di come questa citta’ e’ nata e di come e’ stata pensata. Nessuno sa perche’ il centro solo oggi e’ in via di miglioramento.
    Quali sono state le condizioni storico sociali che hanno creato questo? Cosa ha di diverso Dublino rispetto alle altre citta’ Europee e perche’?

    A nessuno interessa sapere . Agli illuminati basta che il loro pensiero diventi verita’.. E la cosa che piu’ mi spaventa e’ che la maggior parte di essi sono laureati. A loro non interessa ricercare. A loro interessa aver ragione.

    Una contraddizione in termini

  • Lyndon 9:04 am on 11 marzo 2010 | #

    @Bacco: Non potevi esprimere meglio in maniera sintetica il mio pensiero “A nessuno interessa sapere. Agli illuminati basta che il loro pensiero diventi verita’”.

  • andima 10:51 am on 11 marzo 2010 | #

    @bacco
    l’affermazione originale fu “perche’ ovviamente era difficile supporre
    che questo tipo di gente buttata nelle case popolari potesse degradare
    la zona, ma forse durante le sedute comunali qui si serve guinness..
    “, mia, dal mio vecchio blog, ottobre 2008.

    ovviamente il tuo riferimento e’ piu’ che chiaro. ovviamente la mia
    era una provocazione. ovviamente tu le provocazioni le puoi fare su
    tutto e tutti quando scrivi, ma poi puoi sempre dire “era una
    provocazione” ma ovviamente le provocazioni degli altri le prendi come
    verita’ e le usi a tuo modo e piacere. Complimenti!

    @Lyndon
    concordo con molte delle tue affermazioni, ma sicuramente tutto ciò e’
    un processo che richiede tempo, la consapevolezza e l’acquisizione di
    una certa coscienza delle informazioni, della validità di opinioni ed
    esperienze, richiede sicuramente tempo. Ragion per cui non applicherei
    sempre e a tutti questo ragionamento. Bacco si meraviglia che accada
    anche a laureati. Io mi meraviglio che lui si meravigli. Nessuno nasce
    con tutte le conoscenze ne’ nasce con la metodologie perfetta per
    migliorarle. Puo’ richiedere tempo, può non accadere.
    Detto cio’, non aprirei mai lunghi dibattiti sulle affermazioni di un
    ragazzo appena sbarcato all’estero o di un turista in visita per un
    fine settimana: sarebbe come chiedere consiglio ad un cliente che in
    quel ristorante c’e’ andato una sola volta: sarebbe affidabile?
    Lasciatelo mangiare, lasciatemi mangiare, lasciatelo confrontare,
    criticare, elogiare. Poi dopo un po’ si va a mangiare insieme, tenendo
    sempre conto che io ho i miei gusti, lui i suoi.
    Poi dopo un po’ si va a mangiare insieme, tenendo sempre conto che io
    ho i miei gusti, lui i suoi, ma che sicuramente se nel piatto c’è
    carne non può dirmi che c’è pesce.

  • Lyndon 11:01 am on 11 marzo 2010 | #

    @Andima: Si’, infatti per quello parlo di Concilio, ma potremmo usare una qualsiasi termine di categoria. Purtroppo ho il vizio della tassonomia.

    Riguardo quello che dici, posso appoggiarlo, ma lo tirerei un po fuori dal contesto neo-expat. Questo discorso vale anche nel proprio luogo di origine e per gli autoctoni.

    La formazione alla comprensione e all’utilizzo delle nozioni e’ qualcosa che dovrebbe essere considerato nell’istruzione base. Se so’ come e’ fatta una banana, di che colore e’ e ne conosco ogni sua proprieta’ e poi la infilo nell’orifizio sbagliato, c’e’ un errore di fondo.

    Ecco perche’, dovremmo stare attenti a parlare di banane, quando invece siamo di fronte ad un Dolmen.

    Sulla formazione da espatriato sono d’accordo. Ci vuole tempo ed impegno per bere di una cultura. Prima di tutto l’impegno, ovviamente.

  • bruscar 11:53 am on 11 marzo 2010 | #

    Ho letto.

  • pedro 3:01 pm on 11 marzo 2010 | #

    tutto bello lyndon, ma non credere che ci sia stata alcuna rivoluzione.
    Un tempo (ma anche ora) si diceva che ‘se l’ha detto la tv è vero’ e la gente ‘diventava colta’ seguendo le trasmissioni o rispondendo ai cruciverba e parole crociate.

    internet fornisce un nuovo servizio di massa ed a basso prezzo.
    io ne sono un consumatore.

    anche riguardo i nuovi illuminati, i ‘tuttologhi’ del pianerottolo, non ci vedo molta differenza con gente che ha studiato su libri, che ha una laurea alla bocconi, che ti cita a memoria cosa disse ‘tizio e caio’, ma poi nella realtà e pratica, non sa di cosa si stia parlando.

    un bell’esempio è uno dei miei film preferiti ‘will hunting genio ribelle’, dove ad un saccente universitario il protagonista risponde:
    ‘Certo che hai questa convinzione, sei uno studente di primo anno. Hai appena finito di leggere qualche storico Marxista, Pete Garrison magari. Ne sarai convinto fino al mese prossimo quando arriverai a James Lemon, e poi parlerai di quanto l’economia della Virginia e della Pennsylvania fosse imprenditoriale e capitalistica nel 1740. Ti durerà fino all’anno prossimo, ti ritroverai qui a rigurgitare Gordon Wood parlando, sai, dell’utopia Pre-rivoluzionaria e degli effetti formativi sul capitale della mobilitazione militare…Wood drasticamente sottovaluta l’impatto delle distinzioni sociali basate sulla ricchezza, soprattutto quella ereditata. L’hai preso da Vickers: “Lavoro nella contea di Essex” pagina 98. Sì, l’ho letto anch’io. Volevi attribuirti tutta la cosa, o hai un pensiero tutto tuo sulla faccenda? O il tuo trucco è questo: entri in un bar, hai letto qualche oscuro passaggio, e poi fingi, lo fai passare come una tua idea per colpire le ragazze e imbarazzare il mio amico? [Clark abbassa lo sguardo sconfortato] La cosa triste per uno come te è che tra 50 anni comincerai a pensare per conto tuo, capirai che ci sono due certezze nella vita. Una, non fare queste cose. E due, hai sborsato 150000 dollari per un’istruzione che potevi avere per un dollaro e 50 in sovrattasse alla biblioteca pubblica.
    Clark: Sì, però io avrò una laurea. E tu servirai ai miei figli patatine in un fast-food lungo la strada per andare a sciare.
    Will [ridendo]: Sì, può darsi. Ma almeno io non sarò banale.

  • bruscar 3:22 pm on 11 marzo 2010 | #

    Bella la citazione riportata da pedro!
    Io la laurea ce l’ho pero’ anche se non vendo patatine poco ci manca.

  • bacco1977 5:20 pm on 11 marzo 2010 | #

    @andima
    non volevo citare te, ma se e’ una frase tua, va bene, prendila come citazione.
    Cio’ non cambia che avevi scritto una fesseria
    Ero comunque convinto di averla letta su altra irlanda. Altro posto pieno di illuminati.
    Ma che importa di chi e’ la citazione?
    Oggi sei tu, ieri io, l’altro ieri un altro, domani spero nessuno.
    Il punto e’ far passare per verita’ cio’ che si pensa. E farsi forti cercando l’appoggio di altri illuminati. Se poi uno cerca di farvi ragionare, tutti in gruppo a convincersi di cose assurde.
    E’ cosi’ che e’ andata per molti anni qui a Dublino. Suggestione di gruppo.

    Ad ogni modo veniamo al punto VERO. Seguimi bene qui per favore.

    TU sei laureato. Non sei un ragazzino. Un laureato cerca di capire ed indagare. La ricerca , la comprensione, lo studio, sono il sale del laureato, in ogni settore. Il laureato DEVE essere curioso per scoprire. Deve studiare per comprendere.

    Eri un ragazzino appena arrivato all’estero?
    No. Eri un uomo di 25 anni laureato che non aveva capito di non sapere nulla, ma di avere solo ottimi strumenti per indagare.
    Ed e’ questo che avresti dovuto fare. indagare, introdurti, capire,integrarti,scoprire. Avevi il talento e gli strumenti per farlo.
    Ma, come molti neo laureati, avevi la presunzione di sapere e ed aver compreso tutto. E’ tipico.
    Purtroppo, almeno qui in Irlanda, hai enormemente sprecato il suo talento.
    Un peccato, perche’ questo posto ha una storia ed una cultura immensa. Una storia incredibile. Una miriade di giovani scrittori che avresti potuto conoscere. Perche’ li trovi normalmente per strada negli eventi, nelle biblioteche, nei gruppi di scrittura.
    Avresti potuto unirti ad uno di questi gruppi e coltivare la tua passione per la scrittura. Avresti imparato molte cose.
    Avresti potuto studiare la storia e gli eventi della citta’. Capire la sua fisionomia, e darti una spiegazione per le cose che non vanno. Vedere la sua evoluzione.
    Ma a te di Dublino pare sia rimasto solo il pub. E non sei il solo.
    Mi ripeto. E’ un peccato. Senza offese
    Fossi stato uno stupido qualunque non ti avrei manco risposto.

    Ed io invece? Bacco?
    Al Pub vado una volta a settimana, il giovedi’.
    Ora torno a studiare, perche’ devo capire.

  • andima 5:44 pm on 11 marzo 2010 | #

    @bacco
    condivido poco di quello che hai scritto ma sono stanco di andare nei dettagli, soprattutto quando si pretende di conoscere una persona attraverso un blog o si inizia a generalizzare su tutti gli altri con la pretesa di far filosofia; ad ogni modo non voglio inquinare il post di Lyndon con ulteriori regressioni out of topic. buono studio.

  • bacco1977 6:07 pm on 11 marzo 2010 | #

    @andima
    e’ illuminismo anche il mio.
    Esattamente come quello di chi giudica un paese con secoli di storia senza sapere nulla su di esso.
    Siamo arrivati al punto.

  • Lyndon 9:24 am on 12 marzo 2010 | #

    @Andima, Bacco: Tutti, chi piu’ chi meno, sono caduti nel tranello di dare giudizio affrettati su qualcosa che si conosce poco. Compreso il sottoscritto.

    Camminando in determinato luogo, a volte, non ci si rende conto di quante informazioni non si riescono a decodificare. Non le sappiamo interpretare perche’ non le conosciamo. Ecco il punto dove volevo arrivare.

    La mancanza di elementi ci fa giungere a conclusioni fin troppo personali, troppo spesso sbagliate.

    Sul tema della corrispondenza autore-contenuti: direi che quando si sceglie di comunicare pubblicamente ci si espone al giudizio altrui e si accetta il contraddittorio. E si’, quello che scriviamo ci rappresenta in parte, anche se sia molto facilmente sovrascrivibile. Che poi l’autore rappresenti solo un lato della persona fisica, questo non e’ dato di saperlo, in quanto il giudizio viene espresso per l’emerso che ci viene concesso.

    @Pedro: Ottima citazione, hai colto il punto. Grazie.

  • Lyndon 9:35 am on 12 marzo 2010 | #

    Aggiungo una postilla. Per quanto mi riguarda, ogni giudizio, commento e critica, sono rivolti all’autore e non direttamente alla persona fisica.

    Autore e persona fisica sono parte complementari di una entita’. Io vedo Bacco dire della cose ad Andima e Pedro dire delle cose a Lyndon.

    E come molti sapranno, ogni tentativo di andare nella sfera personale, in questa zona delle rete, verra’ terribilmente cassato.

    Siate entita’, le persone sono noiose.

  • bacco1977 10:30 am on 12 marzo 2010 | #

    @Lyndon

    Io mi riferivo esattamente a cio’ che si legge sui blog ma anche a cio’ che vien detto nei salotti illumistici moderni.
    E sarei presuntuoso se non accettassi il fatto che anche io ho detto/scritto molte cose non vere, basandomi sul “sentito dire”.
    Non sono meno colpevole di altri illumimnati.
    Ma almeno lo ammetto, ci lavoro, e non cerco di arrampicarmi sugli specchi con giustificazioni ai limiti dell’assurdo.
    Ho scritto una cazzata senza approfondire l’argomento? COlpa mia e basta.

  • pedro 11:34 am on 12 marzo 2010 | #

    lyndon, non condivido la distinzione tra entità e persona e soprattutto il giudizio sulla persona fisica, giudicata noiosa.
    il mio nick, dice qualcosa di me, certo non tutto, ma non lo dissocio dalla reale esistenza.
    anche in rete cerco di essere come sono nella vita reale.
    certo non posso ubriacarmi e vomitare in rete, non posso fare a pugni con un altro, virtualmente, ma voglio che sia chiaro che chi c’è dietro il nick ‘pedro’ vive e racconta cio’ che fa nella vita.
    quella li’ fuori, quella fatta di aria, puzza, dolore e felicità e che credo possa trasmettersi su un monitor.

    senza estremizzare, ma cio’ che provo a scrivere mi rappresenta.
    almeno io, non mi sono creato un personaggio, un avatar.
    le chiacchiere e litigate virtuali, le faccio anche in un pub o di fronte ad amici reali.
    non riesco a distinguere tra le due entità.

  • andima 7:40 pm on 12 marzo 2010 | #

    @bacco
    (sia chiaro, mi sto gia’ pentendo di rispondere) sei illuminista di nuovo, non so su quale criteri pensi di poter giudicare la mia vita in Irlanda dicendo che abbia sprecato enormemente il mio tempo, non so con quale presunzioni credi di saper cosa abbia fatto e cosa non abbia fatto e per il solo fatto di non aver agito come tu agisci o come tu pensi, ecco che abbia sprecato il mio tempo. bah.. io rifarei tutto allo stesso modo, perche’ che sia errori o cose buone, e’ stata un’esperienza, che mi ha cambiato e me la tengo, buona o cattiva che sia, con tutto quello che ne e’ scaturito (tantissimo di buono). Avrei potuto fare di piu’, beh rimangono ipotesi, ma non ho sprecato nulla, ho solo vissuto. Let it be.
    Sulle metafore o provocazioni e’ inutile continuare, sono monologhi paralleli i nostri, di altri errori ho gia’ altre volte ammesso l’esistenza e pensato ad un rimedio. Per il resto, un diario online non e’ un giornale ne’ pretende di essere fonte di alto sapere, non pretende di sapere la verita’, la prova e’ lasciata al lettore come dice il direttore, e attraverso i commenti liberi e’ sempre possibile contraddire, migliorare, far riflettere. Un diario online non deve curarsi di tribunali morali eretti da illuminati per giudicare illuminati, se proprio vogliamo usare la tua terminologia. Let it be.

    @Lyndon
    pago dazio per aver inquinato nuovamente il tuo post, dedicandoti una delle mie poesie preferite, di Nietzsche. Sono sicuro che in alcune frasi troverai riferimenti a questo post, spero sia di tuo gradimento.

    SOLTANTO PAZZO! SOLTANTO POETA!

    Nell’aria rischiarata,
    quando già la consolazione
    della rugiada stilla sopra la terra,
    invisibile e inudita
    – poiché come tutti i dolci consolatori indossa
    la confortatrice rugiada delicati calzari –
    allora ricordi, ricordi, cuore ardente,
    come fosti assestato, un tempo,
    come, stanco e riarso, fosti assestato
    di lacrime celesti e gocce di rugiada,
    mentre su gialli sentieri d’erba
    tra neri alberi ti correvano intorno
    malvagi sguardi serali del sole.
    Il pretendente della ‘verità’ – tu? così schernivano
    no! soltanto un poeta!
    un astuto, rapace, strisciante animale
    che deve mentire,
    che sapendo, volendo, deve mentire,
    bramoso di preda,
    variamente mascherato,
    maschera egli stesso,
    egli stesso preda
    ‘questo’ – il pretendente della verità?…
    Soltanto pazzo! Soltanto poeta!
    Che parla in modo variopinto,
    che dalle maschere di pazzo parla confusamente,
    arrampicandosi su menzogneri ponti di parole,
    aggirandosi, strisciando
    su arcobaleni di menzogne
    tra falsi cieli-
    ‘soltanto’ pazzo! ‘soltanto’ poeta!…
    Questo- il pretendente della verità?…
    Non quieto, rigido, piano, freddo,
    divenuto immagine,
    pilastro di Dio,
    non innalzato dinanzi ai templi,
    un guardiano di Dio:
    no! ostile a simili statue di virtù,
    più nelle selve che nei templi di casa,
    colmo di una felina spavalderia
    che salta oltre ogni finestra
    hop! in ogni casualità,
    fiutando ogni foresta vergine,
    tu che corresti nelle foreste vergini
    tra variegati e arruffati animali da preda
    empiamente sano e bello e variopinto,
    con labbra vogliose,
    beato di scherno, beato d’inferno, beato di brama di sangue,
    predando, strisciando, ‘mentendo’ corresti…
    Oppure simile all’aquila che a lungo,
    a lungo immobile scruta gli abissi,
    i ‘suoi’ abissi …
    – oh, come quiggiù esse
    si inanellano in basso, in dentro,
    in sempre più fonde profondità!-
    Poi,
    d’un tratto,
    con volo diritto
    e slancio improvviso
    gettarsi su ‘agnelli’ a precipizio,
    affamato, bramoso di agnelli, adirato
    con tutte le anime d’agnello
    furiosamente adirato con tutto ciò che ha
    sguardi virtuosi, di pecora, sguardi dal vello ricciuto,
    ottusi, muniti della benevolenza del latte d’agnello…
    Quindi
    come di aquila, di pantera
    sono le bramosie del poeta,
    sono, dietro mille maschere, le ‘tue’ bramosie,
    tu pazzo! tu poeta!…
    Tu che vedesti l’uomo
    come ‘dio’ e come ‘pecora’-,
    ‘sbranare’ il dio nell’uomo
    come la pecora nell’uomo
    e ‘ridere’ sbranando –
    ‘questa, questa è la tua beatitudine’,
    la beatitudine di una pantera e di un’aquila,
    la beatitudine di un poeta e di un pazzo!…
    Nell’aria rischiarata,
    quando già la falce della luna
    verde tra rossi di porpora
    e invidiosa si insinua,
    -avversa al giorno,
    ad ogni passo segretamente
    falciando amache di rose,
    fino a quando esse cadono,
    pallide cadono verso la notte:
    così io stesso caddì, una volta,
    dalla mia follia di verità
    dalle mie bramosie del giorno,
    stanco del giorno, sofferente per la luce,
    -caddì in giù, verso la sera, verso l’ombra,
    bruciato da una sola
    verità e assetato
    -ricordi ancora, ricordi, cuore ardente,
    com’eri assetato allora?-
    ‘che io sia bandito
    da ogni verità!’
    ‘Soltanto’ pazzo! ‘soltanto’ poeta!…

  • bacco1977 10:19 pm on 12 marzo 2010 | #

    @andima
    In Topic:
    Sacondo me sei in pieno delirio di onnipotenza. La mia era una provocazione legata all’argomento del post, ma fai finta di non capire. La mia presunzione e’ la tua presunzione.
    Cio’ che io ho detto con leggerezza non e’ altro che cio’ che tu hai detto con leggerezza. Due righe scritte su un post mi rendono illuminato nei tuoi confronti(o di chiunque altro). Una passeggiata per una citta’ rende te illuminato nei confronti di un posto di cui non hai la piu’ pallida idea di cosa abbia alle spalle.

    Off topic
    Al di la’ della poesia di Nietzsche, il resto di cio’ che hai scritto e’ pieno di retorica.
    Sembra una via di mezzo tra Pupo e Moccia. Patetico.
    Se metti un diario online e scrivi cazzate ti prendi il contraddittorio. Se non ti piace blocchi i commenti.
    Quando rendi pubblico cio’ che scrivi ti prendi le critiche, positive o negative. Se fai ridere i polli con le tue affermazioni da illuminato, il problema e’ solo tuo.

    Torna sul palloncino e salutami gli elefantini taglieggiatori di bruxelles, fammi la cortesia.
    Io resto tra i contadini in giacca e cravatta. E per cortesia se hai altro da dire usa altri canali, Altrimenti taci.

    @Lyndon
    Ho come la sensazione che li stai beccando uno per uno.
    I Sindromati
    I disintegrati
    I ritornanti
    Ed ora gli illuminati
    Ad ogni definizione ne colpisci uno, che comincia a sbraitare.
    Un consiglio sincero. Resta anonimo. Dico sul serio.

  • Lyndon 10:32 pm on 12 marzo 2010 | #

    @Pedro: Ho una visione diversa e ho spesso notato come si accetti con riluttanza l’ubiquità tra reale e virtuale. Quello su cui però ti invito a riflettere è non quello che tu pensi di comunicare, ma quello che noi percepiamo di te qui.

    @Bacco, Andima: Seppur la discussione sia interessante, a mio modo, sono costretto a dovervi fermare entrambi per una regola che qui vige: non ammetto riferimenti eccessivamente personali a nessun su questo spazio.

    Di certo, ci siamo detti delle cose. Importanti, anche. Con questo voglio dire che se i toni si accendono, non è detto che sia un male ma non voglio che nessuno trascenda sul piano personale.

    Se sono nati degli attriti, vuol dire che il meccanismo si è mosso e che ci siamo mossi insieme a lui; lo fermo prima che si rompa.


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