• 11:22:09 pm on marzo 24, 2010 | 14
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    Boschi perigliosi.

    Premessa: questo post si collega strettamente al precedente ad alla serie di commenti che ne sono scaturiti. Questa vuole essere una summa di considerazioni personali che sarebbero state troppo strette in un solo commento. Nel seguente, infatti, cerco di rispondere un po’ a tutti. Ultima premessa: i commenti saranno moderati a causa di un mio difetto di connessione. Non disponendo di una connessione costante non posso monitorare i commenti. Abbiate pazienza che li approvi, e sarà fatto in tempo molto breve. Come sempre mi riservo di cestinare commenti secondo criteri personali.

    Nello scorso post ho volutamente pubblicato un articolo del 2004 di un altro blogger, con l’intento di mostrare quale fosse la sua visione dell’Irlanda dopo qualche settimana di permanenza a Cork.

    L’intento era quello di invitarvi a rileggerlo dopo anni ed analizzarlo e perché no, criticarlo. Perché criticarlo? Perché è per me indubbio, che un autore che non distingue né sa distinguere la propria scarpa destra da quella sinistra, è degno di critica. Ma questa è un visione personale e contestabile.

    E mentre io mi crogiolo nella mia cattiveria critica, noto che il non riconoscere un’opinione, da un assioma o un teorema è un fatto ancor più grave.

    Questo vale per tutte le informazioni che esistono in rete e non solo, per quello che è scritto qui e che scrivete voi, per i testi che abbiamo appreso nel corso nella nostra vita e per i media. Ma sui media, specialmente la TV, ci sarebbe da fare un discorso a parte, che tralascio.

    Abbiamo già parlato del problema delle fonti in rete, e ritengo che questo tema diventerà una crux desperationis che graverà sulle nostre teste. Siamo passati, di fatto, da fonti poco raggiungibili a fonti in sovrabbondanza e non verificabili.

    Dal momento in cui trovo milioni di dati ed informazioni vere e/o false che non sono dimostrabili, ho un problema. Magari il problema non si pone per chi si basa sulle proprie opinioni personali, ma esiste, invece, per chi cerca di avere un approccio più analitico.

    Se la massa di informazioni in internet è per il suo 80% scorretta (statistica non veritiera, da prendere solo come esempio), devo pormi il problema se diffondere una consapevolezza di responsabilizzare lettore ed autore affinché vengano espresse  le finalità e la prassi con cui il testo è stato elaborato e se le fonti sono attendibili.

    Che palle, direte voi, non siamo più liberi di dire quel che ci pare sul nostro spazio. Beh, ben svegliati, perché i vostri elaborati, a meno che non facciate diversamente, sono pubblici ed indicizzati in archivi mondiali dove quasi tutti hanno accesso.

    Ho notato che molti sottovalutano la potenzialità delle fonti in rete e non considerano che tantissime persone utilizzano internet come base informativa per diversi motivi: è gratis, facilmente accessibile e veloce.

    Altra cosa è considerare la scrittura in rete come una degradazione rispetto quella degli organi ufficiali. Ed per questo che in rete prolifera una massa di fuffa fuori dal normale. La tendenza a deprimere la qualità dei contenuti non farà altro che vanificare qualsiasi vostro tentativo di costruire qualcosa di credibile. Che poi esista anche la fuffa è statistico ed anche piacevole.

    Ad oggi, il contenitore internet, sembra essere destinato a contenere i vostri rifiuti, per lasciare i contenuti piu’ credibili ai soli referenti istituzionali.

    Alla critica che spesso viene mossa sulla poca attendibilità dei blog, vi rispondo che la scelta è personale. Se volete scrivere per voi, prendetevi un quaderno e fatelo a casa vostra, se, invece, volete uno spazio privato potete farlo aprendo un blog privato o limitato a pochi accessi; ma se scrivete su uno spazio pubblico, voi state esprimendo la volontà di essere visibili e letti, e soprattutto dovete essere consapevoli che state diffondendo il vostro pensiero. Se molti blog pubblici sono poco attendibili, è perché molti di voi vogliono che lo siano. Questo giochino difende molti dal dover giustificare i propri contenuti.

    Il vostro pensiero può essere più pericoloso di quanto voi pensiate, una sola vostra creazione ideale può diventare un fenomeno a larga diffusione che senza che voi ne abbiate controllo.

    Per quanto mi riguarda, l’autore deve essere responsabile di ciò che scrive, di come lo scrive e delle finalità del testo. Se questo vi deve castrare da scrivere inesattezze, ben venga. Ma non vendete le approssimazioni per quello che non sono: verità.

    Andiamo con ordine.

    Le Ragioni di un testo.

    Non ponendosi alcun obiettivo in quello che si scrive, si vanifica una delle proprietà del testo: la sua finalità. Un testo senza una finalità, o lo è perché l’autore ha stabilito razionalmente di farlo, o lo è per ignoranza.

    In riferimento al testo che ho pubblicato nel precedente post: la finalità del testo è indicata qui: “comunque, dopo una settimana posso dire che solo un folle disadattato nato in Italia sceglierebbe di vivere in un posto come questo..”

    Questa è la finalità del precedente post: dimostrare fattivamente che solo un folle disadattato nato in Italia, vivrebbe a Cork.

    Questo per chiarire, che non parliamo solo di leziose nit-picks, ma anche di analisi e comprensione di un testo e della sue finalità.

    Se si scrive si deve avere una finalità, qualsiasi essa sia. Anche non averla è un atto, ma va fatto con consapevolezza delle regole che si stanno infrangendo. Una scrittura caotica, porta alla proliferazione di altro caos, supportato – a quanto vedo – da molti lettori, che sono oltretutto autori.

    Il testo, se vuole comunicare qualcosa, deve avere una ragione e se l’autore non è interrogabile deve essere il testo a parlare per lui. Ogni vostra mancanza, voluta o non, dovrebbe essere in parte calcolata, se non lo è, sono cazzi vostri, perché lascerete la libertà al lettore di fare quello che vuole con il vostro testo.

    Così ha fatto il nostro autore: ha trascritto le sue prime impressioni dopo solo due settimane di permanenza, senza porsi praticamente mai il dubbio di aver detto delle stronzate. Seppur le sue deduzioni siano condivisibili dalla vulgata, non corrispondono a verità oggettive. Sono, forse, solo assiomi generati dalla nostra percentuale fissa di odio verso questa nazione.

    Il Valore di un testo.

    Abbiamo discusso precedentemente sul valore e la qualità di un testo, sulla sua profondità e dimensionalità. Un testo, per quanto mi riguarda, è dimensionale; esprime, quindi, concetti su più piani, lasciando la comprensione di base sul primo livello, in modo da essere accessibile a tutti.

    Un testo è valido se esprime correttamente proposizioni logiche. Tipo: Il cane abbaia.

    Ha un senso, rispetta la logica delle proposizioni ed è dimostrabile. La proposizione ha un suo valore.

    Altro termine di valore è l’attendibilità di una proposizione: Il cane abbaia per difendere il proprio territorio.

    La preposizione è attendibile perché è dimostrabile che il cane può abbaiare per difendere il proprio territorio, e possiamo supportare e condividere il contenuto. Di certo il cane potrebbe abbaiare per mille altri motivi, ma è plausibile che lo faccia anche per questo motivo e se in quella situazione lo ha fatto, dimostrerò nel testo il perché il cane ha abbaiato per difendere il territorio.

    Altro termine di attendibilità è, a mio vedere, il riconoscimento di approssimazione insito nel proprio elaborato: Mi sembrava che il cane abbaiasse per difendere il proprio territorio.

    Non ho visto il cane, l’ho solo sentito e ho ipotizzato che lo facesse per uno dei motivi per cui il cane di solito abbaia. Devo riconoscere un’ipotesi su una situazione reale che non posso empiricamente dimostrare. Approssimando, posso dare al lettore modo di sostenermi o meno.

    Voi direte: beh, ma lo sapevamo già. Invece, a me non sembra. Trovo troppo spesso testi che pretendono di avere valore, senza rispettare almeno una o più di queste norme.

    Il flusso di coscienza lasciatelo a Joyce.

    Sul lettore.

    Il lettore è parte attiva in un rapporto di cooperazione con l’autore. Il lettore ha il compito, prima di tutto, di riempire tutti i sottintesi che l’autore ha volutamente o non, lasciato nel suo scritto.

    Un testo senza lettore, non ha motivo di esistere. Non esiste perché la volontà scrivere è già di per se un atto di mettere in sequenza logica dei pensieri affinché altri li possano comprendere. Affinché un testo esista, dovrebbe esistere almeno un lettore.

    Pubblicare un testo, senza idealizzare il proprio lettore è pressoché impossibile. La scrittura pubblica per se stessi, è un cazzata che raccontate agli altri per darvi delle arie da dandy di borgata. Voi sapete benissimo chi vorreste che vi legga.

    Personalmente sono in linea con la visione di Eco che definisce il lettore in due categorie: lettore modello e lettore empirico.

    Molto brevemente, il lettore modello è colui che l’autore si aspetta. E’ il lettore che sia perfettamente in grado di decodificare il testo ed interpretarlo così come l’autore l’ha fatto. Il lettore empirico, è invece colui che si muove liberamente (e pericolosamente) per i “boschi narrativi” di un testo cercando segni che lo riflettano all’interno del testo.

    In sostanza, ogni qual volta voi scrivete, avete in mente un vostro lettore tipo ed essendo il testo una macchina pigra (cit.), avete bisogno della sua cooperazione.

    Scrivere senza figurarsi, anche inconsciamente, il vostro uditorio è praticamente impossibile dal momento in cui avete la pretesa di essere letti.

    Scrivere, inoltre, senza porsi il problema di che cosa i contenuti che volete far passare abbiano effetto su una gran parte dei lettori, equivale a deresponsabilizzarsi dal vostro testo. E questo non potete farlo. Non è possibile che l’autore sia disgiunto dal suo testo, a meno che non lo sia per esigenze letterarie specifiche.

    Perché mi incazzo terribilmente con la comunicazione sciatta o inconsciamente pigra? Perché genera una catena di lettori modello che riprodurranno segni e schemi del loro autore modello. E soprattutto, perché chi stimola la pigrizia del testo, lo fa spesso senza consapevolezza. Omette, perché non sa.

    D’altronde, non è possibile considerare il livello culturale e cognitivo dei propri lettori dal momento in cui ci espone su un network pubblico come questo. Se comunico male o in maniera incompleta, mi devo aspettare che i miei lettori siano equivalenti e non posso lamentarmi se poi me li ritrovo nella vita, a lavoro e nelle istituzioni. Perché in realtà ne sono, in parte, macchina generatrice.

    Quindi, per quanto mi riguarda, sono responsabile anche dei miei lettori modello.

    Sul vero.

    Molti lettori hanno affermato che gran parte dei contenuti del post precedentemente pubblicato siano veri.

    Prendiamo un estratto del testo:

    per ora chiudo qui. riassumendo:
    le donne mediamente sono dei tegami
    il cibo fa abbastanza schifo e non vi e’ una cultura
    dello stare a tavola ecc..
    ubriacarsi di birra sino allo sfinimento non e’ il
    massimo (e costa troppo)
    il tempo e’ una merda
    praticamente non esiste la sinistra e nemmeno un
    qualunque partito laburista
    grazie a dio non esiste nemmeno un berlusconi
    irlandese…
    non ci sono giornali sportivi ne’ moviolone (hanno
    rubato un rigore al liverpool che se succedeva in
    italia….non ho mai visto un arbitro in malafede
    come in quella partita…ah, forse si’..samp juve
    della settimana scorsa..)”

    Senza entrare nel limacciosi reami del giudizio morale, vorrei invece puntare l’attenzione su quello che sia vero, verosimile o falso.

    Dicevo già sul blog di Vinz, che noto spesso quanto si confondano gli assiomi dalle opinioni e mi si permetta di aggiungere anche un’altra categoria: i teoremi. Molto spesso è lo stesso autore a non capirne la differenza, vendendo le proprie opinioni come teoremi. Se queste opinioni pretendono di essere vere devono potere essere dimostrate, altrimenti sono solo opinioni condivisibili. Se sono assiomi li accettiamo senza dimostrarli, se sono teoremi sono ampiamente dimostrabili. Una qualsiasi delle affermazioni sopra citata è solo condivisibile, ma non propriamente vera.

    Per farla breve, provando a dividere verità relative ed assolute, posso tranquillamente definire che in realtà siete voi che stabilite cosa sia vero o falso sulla base di opinioni condivise. Annullando, di fatto, la possibilità di basarsi ANCHE su realtà più oggettive.

    Che siano opinioni o teoremi, a molti non interessa più. Esse assurgono al grado di vero solo perché vengono condivise da un determinato numero di persone, che di rado si pongono il beneficio del dubbio.

    Questo processo si chiama condivisione di un’opinione ed è molto lontano da essere verità oggettiva.

    L’autore del post precedente non si si è posto neanche uno di questi quesiti, dando sfogo solamente alle proprie disordinate opinioni personali. Sciatte, approssimative e, aggiungo, con ben poche velleità di essere vere.

    E’ più interessante il fatto che voi reputiate VERO qualcosa che non potrete mai dimostrare completamente. Allora usate termini come “verissimo”, senza sapere neanche che state maneggiando una bomba.

    Da troppo tempo, il confine tra vero, verosimile e falso, è sempre più rarefatto. E molti di voi ne sono la dimostrazione vivente. Di certo, ho sempre avuto l’impressione, che i racconti irrazionali della realtà siano sempre più affascinanti di quanto lo sia la realtà delle cose.

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Comments

  • antonio 11:43 pm on 24 marzo 2010 | #

    Secondo me fai troppa filosofia, ribadisco che il tipo ha scritto molte cose vere, probabilmente per te l’unica possibilita’ di accertare la “verita’” consiste nell’avere delle statistiche e dei numeri che confermano l’oggettivita’ di quella cosa; purtroppo non e’ sempre cosi’.

    L’impressione mia e’ che tu hai preso il post del tipo, lo hai messo li’ alla berlina e lo volevi equiparare a coloro che parlano dell’Irlanda per sentito dire, purtroppo, anche qui, hai probabilmente sbagliato post (qualche blog utile a quello che cerchi te lo potrei suggerire io).

    Andiamo sul concreto, invece che fare un discorso astratto, il tipo dice che in citta’ le camere delle case che ha visto erano minuscole, secondo il tuo ragionamento, visto che scrive in uno spazio pubblico, dovrebbe verificare se la sua affermazione e’ vera (probabilmente tirare fuori qualche statistica? boh) e poi scriverla, non sia mai che qualcuno leggesse e si facesse questa idea sbagliata dell’Irlanda con le case con le camere piccole in citta’.

    Peccato che poi effettivamente e’ vera, le case hanno le camere piccole, purtroppo non ho statistiche a dimostrartelo, ma se hai cercato casa un po’ anche tu (io ho cambiato casa sei volte) lo saprai, senza bisogno di filosofeggiare su vero, falso o verosimile.

    Per commentare il post, invece di prenderlo dall’inizio alla fine e commentarlo, hai fatto la tua riflessione, oddio utile ma, fattelo dire, un po’ noiosa. Poi hai preso qualche frammento del post in cui era OVVIO che il tipo diceva stronzate e lo hai ripubblicato per dimostrare che in effetti il tipo diceva stronzate. “Straw man fallacy” si chiama, mi pare che linkai la pagina di wikipedia in uno dei miei precedenti commenti.

    Io ti suggerii, nei commenti dell’altro post, una serie di cose che diceva il tipo che mi sembravano, se non vere, abbastanza verosimili e chiesi a tutti coloro che lo insultavano (o dileggiavano o boh) di negarle, ne’ tu ne’ gli altri vi siete presi la briga di commentare e dire che in effetti quelle cose erano false.

    Se mi dici che e’ necessaria la statistica per fare qualsiasi affermazione o che e’ necessario verificare che le cose siano vere, allora non siamo totalmente d’accordo, io nel mio blog descrivo la mia esperienza, probabilmente ci saranno un cumulo di cazzate ma il mio blog e’ un diario, e’ pubblico perche’ io ritengo che possa essere utile per qualcuno ma e’ ovvio che ci sono inesattezze, scrivo come mi viene.

    Tu dici che i lettori dovrebbero esigere la verita’ da tutto, e poi ti perdi in un discorso molto lungo, fattelo dire con sincerita’: non ha senso. I blog sono dei diari, non sono dei giornali. Esattamente come esigiamo meno privacy da coloro che sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica e, nello stesso tempo, vogliamo che la nostra privacy personale sia tutelata: non sono affermazioni che si contraddicono, esistono casi in cui bisogna ESIGERE la verita’, altri in cui le opinioni vanno prese per quello che sono, cioe’ opinioni.

    Bacco1977 scrisse che Seanie rischiava 10 anni di galera, e’ stato rilasciato senza charges, il post non l’ha corretto, qualcuno tramite google rischia di imbattersi nel suo blog e credere che Seanie sia ancora in carcere, come fai a dirmi che questo non e’ nit-picking?

  • bacco1977 11:48 pm on 24 marzo 2010 | #

    ed io che volevo solo esprimere i miei pensierini………….

  • bruscar 2:27 am on 25 marzo 2010 | #

    Se io, che sono italiano, dico che tutti gli italiani sono mentitori. Questo enunciato e’ vero , verosimile o falso?
    Tu, che sei accorto, mi dirai che e’ semplicemente autoreferenziale. Giusto, ti dico io aggiungendo anche che e’ un enunciato grammaticalmente ineccepibile. Va be’, mi risponderai tu, ma non serve a niente perche’ e’ indimostrabile ed indecidibile appunto perche’ autoreferenziale. OK ti dico io ma pur sempre comunico qualcosa. Va be’, mi risponderai tu, ma e’ solo un gioco di parole. OK, ti rispondo io, ma e’ un gioco di parole che ha utilizzato anche Godel che era un logico-matematico. Evvabbe’, risponderai tu, ma che cazzo c’entra col post? No, niente avevo solo tempo da perdere e cosi mi sono messo ad immaginare questo dialogo. E tu mi risponderai: e vai ad immaginarti i tuoi dialoghi da un’altra parte! OK scusa non serve che ti incazzi, volevo solo dirti che magari uno scrive tanto cosi per scrivere senza nessuno scopo o con l’unico scopo di divertirsi e magari far divertire altri potenziali lettori o semplicemente per provocare o per sfogarsi, ecc. senza badare alle conseguenze che puo’ avere sui lettori empirici. Forse il mio lettore modello sono io stesso ed allora scrivo solo per cercare di chiarirmi a me stesso e per non rischiare di delirare rendo pubblico cio’ che scrivo. Chiunque, infatti, avendo accesso a cio’ che scrivo puo’ controbattere dicendo che le mie sono tutte cazzate. Mi fermo qui. Cosa volevo dire? Boh non lo so, ma se un lettore empirico e’ arrivato fino a qui significa che ha messo in moto questa macchina pigra.

  • Lyndon 7:58 am on 25 marzo 2010 | #

    Allora non ci siamo capiti, e mi sono anche stufato di ribadirlo: potete scrivere quello che vi pare, ma non potete pretendere che nessuno vi critichi.

    Se non siete sicuri di quello che state dicendo, fatelo intendere. Punto.

    @Antonio: Facciamo così. Prendiamo il post incriminato ed aggiungiamo una commento mio e tuo ogni tot frasi. Se ti piace la pratica, passiamo dalla mia inutile teoria alla prassi. Fatto questo, lo pubblichiamo qui e ne discutiamo. Se serve a chiarire il mio punto di vista, non mi sottrarrò dal farlo.

    Io non voglio candeggiare il mondo con le statistiche. Lo scrivo e lo ripeto ancora: NON SI PUO’ PRETENDERE DI ENUNCIARE TEOREMI QUANDO NON SONO DIMOSTRABILI. Quando non si è sicuri di quello che si dice, esistono mille modi per sotto intenderlo.

    Altra cosa: il lettore non esige la verità, ti invito a rileggere il passo. Il lettore o si adatta o vaga per il testo alla ricerca di altro.

    Anche in questo blog ci sono un mare di cazzate, ma almeno non cerco di vendervi la mia monnezza per oro.

    @Bruscar: Ci spostiamo sulla logica fuzzy e facciamo fare un giro anche a Godel?

    Commento corretto successivamente.

  • Lyndon 10:43 am on 25 marzo 2010 | #

    Ragazzi, ma veramente non vi siete stufati dei continui insulti all’Irlanda? Deliberati, senza senno e di una acredine fuori dal normale.

    Cosa stiamo difendendo? La liberta’ di fare e dire quello che vogliamo perche’ ce lo sentiamo?

    Chi insulta, non vuol essere insultato e batte i piedi e strilla se gli dici qualcosa.

    In tutto questo dire, lungo ed estenuante, io ancora devo capire dei meccanismi che portano molti ad odiare questo posto. Partendo da me in primis.

    Nessuno pretende di avere la verita’ in tasca, ma se non facciamo un passo per capire, perche’ odiamo in percentuali diverse questo posto, non si va da nessuna parte.

    Mi spiace, ma non riesco a crogiolarmi nel dire “diciamo quello che ci pare”, perche’ tanto non vale nulla, transeunte.

    In oltre due anni qui, ne ho sentite di tutti i colori. Tutti giustificano tutto. “Guarda quelle puttane li”, “Irlandesi di merda mangiapatate”, etc…

    E se le puttane fossero le vostre madri?

    Ah, ma scherzavo. Forse.

  • bacco1977 12:01 pm on 25 marzo 2010 | #

    @antonio

    C’era scritto nell’articolo linkato che rischiava 10 anni di galera.
    I 10 anni erano un rischio. L’informazione non era mia, ma del giornale.
    Era un rischio non verificatosi. Non vedo errori in quel post.

    Sono ben altre le fesserie che ho scritto, oppure informazioni incomplete. Potrei citartene tre o quattro se vuoi. Subito.

    La differenza tra me ed altri e’ che io mi metto in gioco col blog. Accettando critiche e provando a migliorare come persona.
    Qualcun altro resta sul suo piedistallo. E per difendere cio’ che ha scritto, si contorce in giustificazioni assurde, mentre si potrebbe dire:” Ragazzi, ho scritto una cazzata. Ero veramente nerovo/teso.agitato. In quel momento vedevo le cose cosi’. Sono stato superficiale, ecc.”

    tanto difficile guardarsi dentro?

  • antonio 12:41 pm on 25 marzo 2010 | #

    Io credo che si debba tutelare la liberta’ di espressione, anche di scrivere cazzate; e in USA le leggi sono molto piu’ serie che in Europa riguardo questo.

    In Europa, per vari motivi legati anche alla storia molte cose sono illegali, in Italia in alcuni casi e’ diffamazione persino dire cose VERE.

    Io non vorrei che applicassimo questa cosa ai blog, chiedendo conferma di qualsiasi cosa; probabilmente Lyndon e’ arrivato a un punto in cui non ne puo’ piu’ di insulti all’Irlanda, e allora dovrebbe cambiare frequentazioni o bookmark, non pretendere che chiunque scrive cerchi la verita’ ad ogni costo.

    Un blog e’ fatto anche di espressioni libera, turpiloqui, e anche scrittura di stronzate; come ti dicevo sopra, conosco alcuni blog che scrivono cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra, ma cosa otteniamo mettendoli alla berlina?

    Di sicuro non li isoliamo, anzi facciamo ancora piu’ pubblicita’, come quando i giornali nazionali parlano dei gruppi su facebook a favore dello stupro, magari se non ne avessero parlato e li avessero ignorati non avrebbero avuto tutti quei fan.

    Io credo che qui ci siano due visioni diametralmente opposte riguardo la liberta’ di espressioni, io credo che chiunque debba essere libero di esprimere qualunque cosa, anche se falso, tranne quando si viola la legge.

    C’e’ qualcuno che crede che le irlandesi la danno facilmente, se tu lo ripubblichi non fai altro che amplificare la sua idea, di sicuro non gli farai cambiare idea, ne’ puoi tappargli la bocca, sarebbe fascismo, ne’ puoi tappare le orecchie a coloro che lo ascoltano.

    Magari pensi che coloro che spacciano informazioni false sull’Irlanda siano delle mine vaganti, che inquinano il mare di coloro che cercano informazioni sull’irlanda; embe’? e allora? era cosi’ pure prima, quando io cercai informazioni per venire in Irlanda c’erano alcuni blog che ne parlavano bene e altri blog che ne parlavano male, uno raccoglie le informazioni e si fa un’opinione.

    Purtroppo gli italiani, sia a destra che a sinistra, non concepiscono che una persona raccolga delle informazioni, sia false che vere e si faccia un opinione, e’ piuttosto una questione di tifo, o stai di qua o stai di la’, o te la prendi coi sindromati e gliene dici di tutti i colori o rischi di essere un sindromato anche tu, uno che sta dalla loro parte.

    Semplicemente non e’ cosi’, ci sono persone intelligenti, ci sono persone stupide, ci sono altre persone che scrivono cose stupidissime, una persona intelligente, se vede che qualcuno scrive cose stupide, non dovrebbe fargli pubblicita’; magari ti fa piacere prendere per il culo quel tipo che era arrivato da poco in Irlanda e nel suo piccolo aveva scritto delle impressioni, ma di sicuro:
    1) non cambierai le impressioni del tipo, e’ ormai in Italia
    2) non cambierai chi la pensa come il tipo, non avra’ la pazienza di leggersi tutto il suo blog.

    Sostanzialmente non ottieni niente, tranne il tuo autocompiacimento e le lodi di coloro che nei commenti butteranno veleno su chi scriveva quattro opinioni sull’Irlanda senza prendersi la briga di verificarne la verita’ ma semplicemente dicendo quello che pensava.

    E chi butta veleno su una persona e’ meglio di chi butta veleno sull’Irlanda? Boh, io non ci vedo tanta differenza. Medice cura te ipsum si diceva una volta.

  • antonio 12:42 pm on 25 marzo 2010 | #

    @bacco1977: era un esempio per dimostrare che se tutti ci mettiamo a verificare le informazioni che scriviamo sui blog non ne usciamo piu’, soprattutto perche’ coloro che scrivono i giornali sono pagati; magari se mi pagate per scrivere il blog lo faccio con piu’ attenzione, nel frattempo sara’ semplicemente un diario.

  • andrea 8:55 pm on 25 marzo 2010 | #

    non prendo posizione nel dibattito in corso, siete grandicelli e ve la cavate benissimo. Ti faccio i miei complimenti Lyndon, per come hai scritto il post, per la chiave di lettura proposta, per la serenità con cui hai comunicato la tua idea. Anche il titolo mi è piaciuto.

    alla prox

  • M4rcu2 10:47 am on 26 marzo 2010 | #

    Ok.. my two cents:
    Seguo i blog di tutti voi perche dopo una breve esperienza in irlanda mi piace sapere che aria tira di tanto in tanto. la discussione sta scemando quindi spero di non rialzare polvere.

    Leggendo il post di quel tizio: mi sono fatto due risate e sulla maggior parte dei FATTI mi sono trovato a CONDIVIDERE molte delle sue IMPRESSIONI iniziali.
    Ed in questo io ci trovo: lo scopo del post, l’assioma e il teorema, l’approssimazione, l’assunzione e anche l’ipotenusa e tutti cazzi che hai nominato tu. Fine della storia.

    Lyndon, hai una bella dialettica ma a volte, non me ne volere, credo che tu sia un po schiavo della tua stessa oratoria e pur di non tornare un passo indietro per ammettere che forse non è poi cosi un dramma se qualcuno fa di tutta un erba un fascio, hai sciorinato concetti che darebbero il mal di testa ad uno che voleva semplicemente scrivere per amici e parenti una volta per tutte anziche duemila volte per email..
    un blog serve anche e soprattutto a questo, se chiudessi i lettori nella cerchia dei miei conoscenti castrerei la possibilità di fare NUOVE conoscenze basate sulle ESPERIENZE. E la rete è anche questo.
    Il pecorone che crede alla lettera ad un post del genere senza incrociarvi altri dati ha un problema a priori.. e l’autore non ha colpa nonostante sia un sindromato/italiota/fallito/disadattato/mentecatto..

    Buon proseguimento a tutti lassu nell’isola, vi invidio un po che siete ancora li :)
    ________________________________
    Marcuz

  • Lyndon 8:21 am on 27 marzo 2010 | #

    @Tutti: Penso di essere stato abbastanza esaustivo, non vedo il motivo di aggiungere altro.

    Ora avete chiara la mia posizione, che seppur vi sembri statica, lo e’ molto meno di quanto meno di quanto voi pensiate.

  • Lyndon 11:28 am on 16 giugno 2010 | #

    Grazie per il link Top.

  • TopGun 12:34 pm on 16 giugno 2010 | #

    Bacco poi ci ha fatto un post :)


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