• 07:54:36 pm on luglio 26, 2010 | 16

    La Morta Gora immaginaria.

    Ci avevano detto che qui non c’era cultura e che nulla questo posto avrebbe potuto offrirci, se non per le iconografie più usurate  e banali sull’Irlanda.

    Ci avevano detto che era difficile trovare libri, eventi culturali, fermento e sensazioni. Sembrava di vivere in una Morta Gora popolata da orripilanti mostri dall’alito avvinazzato e dagli abiti rabberciati.

    Ci avevano detto che Dublino era una città morta e senza alcun alito di vita, dove tutti erano dediti solo ad onorare le divinità nei templi del consumismo e del vizio. Mostri, puttane e deserti verdi.

    Oggi si sono schiuse le nuvole che da circa due settimane hanno inghiottito quest’isola e ci hanno detto che la capitale irlandese è Città della Letteratura per nomina UNESCO.

    Ora non abbiamo più scampo: l’unico modo per criticare la Cultura dublinese è quello di conoscerla, perché chiunque vi potrà sbattere in faccia un titolo, di quelli alla «lei non sa chi sono io.». A volte ci vogliono i titoli, che per quanto formali e stucchevoli possano essere, tappano le bocche che i pugni non possono rompere.

    La Morta Gora che molti hanno voluto dipingere, descrivendo la vita culturale del paese, è solo frutto di mancanza di strumenti e disinformazione.

    Gli strumenti, proprio quelli che ci permettono di decodificare e poi criticare.   Purtroppo spesso il processo è stato inverso: criticare e poi (forse) decodificare. Ma non funziona così e prima poi l’inversione del processo si ritorcerà contro. Attenti ad abusarne.

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Comments

  • bacco1977 8:18 pm on 26 luglio 2010 | #

    La cosa che fa riflettere e’ che questo premio nasce per i meriti attuali e non solo per l’immensa produzione del secolo scorso.
    Meriti attuali. Cioe’ giovani scrittori o scrittori viventi, attivita’ editoriali, eventi culturali, festival, librerie, biblioteche pubbliche, spazio della letteratura nei media, quantita’ di libri venduti.

    La Celtic Tiger ha partorito anche questo. Un patrimonio mondiale dell’UNESCO. C’e’ da riflettere seriamente.

    Inutile stare a parlare dei denigratori. Di coloro che si sono inventati di non riuscire a trovare libri, che hanno parlato di un popolo ignorante ed arretrato,di contadini senza cultura. Questa nomina non solo li zittisce, ma li deride. Ne deride le conoscenze e la capacita’ di analisi.
    In uno/due/tre/quattro anni a Dublino si sono fermati al pub, alla guinness, alle pecore ed a temple bar.
    Grandissime proprieta’ di analisi della realta’ e del posto in cui si vive. Bisogna riconoscerglielo a questo branco di capre coi giubbotti monnezza.
    Ma alla fine, con l’inglese che si ritrovavano, quale realta avrebbero potuto comprendere se non la guinness di temple bar?
    Mancano gli strumenti caro Lyndon. Non sono stati capaci di arrivare all’uva perche’ troppo bassi intellettualmente.
    Non avevano e non hanno i codici per decifrarle le cose.E@ inutile. Sono troppo indietro.
    E se dublino e’ monumento mondiale vivente per la letteratura, lasciami definire i denigratori della cultura dublinese monumenti mondiali dell’ignoranza e della supponenza.
    A ciascuno il suo.
    Oggi vince Dublino.
    Per i denigratori il silenzio e’ la soluzione migliore in questo momento. Alla fine, si potra’ sempre parlare del bidet. In quel caso il codice e’ noto.

  • Martina 10:43 pm on 26 luglio 2010 | #

    NOn sono d’accordo pero’ sul fatto che la Celtic Tiger abbia contribuito alla fertilita’ letteraria degli irlandesi. Semmai e’ stato il contrario, la Celtic Tiger ha sovraffollato le scuole superiori e reso quasi impossibile alcuna espressione artistica degli studenti. Scusate ho ildente avvelenato con la pubblica istruzione irlandese. Capita :D
    Molti degli scrittori contemporanei irlandesi, lo dico con orgoglio :D, sono della mia generazione. Si sono formati durante i difficilissimi anni ’80 in cui questo paese ando’ quasi in bancarotta. Sono emigrati per un po’, hanno conosciuto altre culture (fattore che aiuta sempre uno scrittore), si sono aperti la mente. Ecco data via libera alla creativita’. Molti scrittori contemporanei hanno interpretato alla perfezione le contraddizioni dolorose di questa societa’. PEnso ad Edna O’Brian ed alle sue donne vittime di una societa’ cattolica, bigotta, ultracattolica che condannava le donne libere. Penso a John McGahern ed alla sua contraddittoria vita rurale o urbana di coppie che non riescono a comunicare. Penso allo stupendo lirismo di John Banville nella sua reinterpretazione di un’Irlanda depressa ed irreale. Roddy Doyle poi ce l’ha raccontata tutta tra l’ironia di Barrystown e la tragicita’ di Paula Spencer.
    Si potrebbe andare avanti per pagine. Questo e’ un paese che e’ stato reinterpretato dai suoi scrittori e dai suoi poeti. Un paese in cui la reinterpretazione letteraria e’ intoccabile.
    Ah, la stampa e’ pure completamente libera. Giusto per.

  • TopGun 7:09 am on 27 luglio 2010 | #

    @Anonimi detrattori della barbara Irlanda, dove siete?

  • Anonimo 7:51 am on 27 luglio 2010 | #

    E’ una notizia grandiosa.
    Credo pero’ che quelli che sono passati urlando sotto casa venerdi scorso se la debbano essere persa.

    Magari le cose andranno meglio il prossimo week-end.

  • Lyndon 8:08 am on 27 luglio 2010 | #

    @Anonimo: Onestamente era meglio tacere, te lo dico sinceramente.

  • bacco1977 8:22 am on 27 luglio 2010 | #

    @martina

    Il punto e’ questo. Non possiamo giudicare ancora la generazione della celtic tiger. Vi sono molti scrittori emergenti sotto e sopra i 30 anni che hanno gia’ fatto cose egregie. Per poter dare un giudizio, per poter scovare un nuovo genio, occorreranno 10 anni.
    Insieme al sovraffollamento la celtic tiger ha portato alfabetizzazione di massa ed il 60% della popolazione laureata (la piu’ alta percentuale mondiale).
    Cio’ ha provocato l’esplosione dell’editoria. Hai idea di quanti giornali si vendano qui? Un numero inimmaginabile epr un paese cosi’ piccolo. Ed anche i libri venduti, di conseguenza, sono in altissima percentuale.
    Questi due fattori hanno fatto esplodere il numero di librerie e biblioteche pubbliche. Fattori fondamentali per l’ottenimento del riconoscimento dell’ UNESCO.

    Ci piace parlare dell’Irlanda che soffriva, ma la celtic tiger ha portato anche molti benefici qui. Proviamo a chiedere a loro se stessero meglio negli anni ’80. COl clero che faceva quello che gli pareva e con loro che dovevano emigrare per una vita dignitosa.

    L’idea di viaggiare e’ comunque insita anche nelle nuove generazioni. L’anno sabbatico in giro per l’europa o per il mondo e’ tipico qui.
    Aspettiamo qualche anno per giudicare i nuovi scrittori.

  • bacco1977 8:25 am on 27 luglio 2010 | #

    @martina

    Il resto del tuo commento e’ ineccepibile. Sia chiaro!

  • Anonimo 9:19 am on 27 luglio 2010 | #

    @Lyndon:
    Ma per piacere.
    A Dario Fo hanno assegnato un premio nobel, ma questo non ha magicamente elevato gliitaliani che si comportano da animali in italia e all’estero.

    Analogamente possono anche dichiarare l’irlanda tutta patrimonio culturale dell’umanita’, e continuerai ad avere gente che urla ubriaca alle due di pomeriggio.

    Quindi c’e’ cultura ? Si’.

    Diminuiscono i comportamenti di chi cultura non ne ha? No.

  • pallotron 9:20 am on 27 luglio 2010 | #

    Secondo me il commento di Anonimo, per quanto per noi possa magari apparire stupido, provocatorio e off-topic, in realta’, penso anche non volutamente, e’ condito con un po’ di nichilistico ed e’ forse piu’ profondo di quello che appare.

  • Lyndon 9:22 am on 27 luglio 2010 | #

    @Anonimo: Sei sclerotizzato su una visione che cambierai mai. Non ho altro da dirti.

  • Lyndon 9:29 am on 27 luglio 2010 | #

    Vi avviso che non porterete la discussione dove io non voglio che vada. Ho gia’ buttato molta roba, se volete andare ad ingrassare il mio cestino fate pure.

  • bacco1977 9:40 am on 27 luglio 2010 | #

    ragazzi, parliamo un secondo del riconoscimento e magari delle motivazioni?
    Vorrei parlassimo di letteratura ma anche di diffusione di essa. Dell’editoria, dei media, delle biblioteche/librerie.
    Restiamo in tema.
    Di altre cose ne abbiamo parlato in abbondanza su altre piattaforme.
    Arricchiamo la discussione con qualcosa di nuovo.

  • pallotron 10:02 am on 27 luglio 2010 | #

    il riconoscimento e’ meritato al 100%, alle motivazioni gia’ menzionate sopra sinceramente non so cosa aggiungere perche’ tutto e’ stato detto.

    cmq la cultura e’ piu’ o meno ovunque in qualsiasi stato o gruppo di persone, anche tra le popolazioni aborigene non tecnologicamente avanzate, la differenza e’ quanto la maggioranza della gente e’ vicina a questa cultura o quanti semplicemente sono nel limbo della ignoranza o indifferenza intellettuale.

    in irlanda, almeno per quanto riguarda la cultura letteraria, la gente e’ piu’ vicina molto piu’ che in italia, in altri campi non so (magari per esempio il rapporto e’ ribaltato quando si parla di cultura culinaria per una semplice questione per l’appunto di retaggio culturale)

    io non credo che chi critica cambi idea con questo post.

    E’ innegabile che in irlanda ci sia piu’ gente che legge e generalmente la gente conosce di piu’ la letteratura, sicuramente il paragone con l’Italia e’ imbarazzante.

    Per avere una opinione a riguardo basta avere gli occhi aperti ed il cervello connesso osservando le cose che sono davanti agli occhi di tutti, basta osservare cosa fa la gente in giro quando e’ al parco, sul bus o in pausa pranzo, oppure basta chattare con un collega che immediatamente capisce che l’hostname che hai dato al tuo portatile viene dritto dalla trilogia della fondazione di Asimov :P

  • Alf Mezzosangue 11:44 am on 27 luglio 2010 | #

    Non capisco perché continuiamo a parlare di cultura e di ubriaconi, quando questo premio vuole premiare la produzione letteraria, fatta da un gruppo di persone, scrittori, non tutti i Dublinesi e dall’accesso alla letteratura tramite eventi, librerie, biblioteche etc.

    Abbiamo un difetto noi eredi dei romani. Amiamo la dialettica, il che é anche un nostro tesro, ma a volte ci perdiamo proprio in chiacchiere a spirale ed incomprensioni grazie a queste doti.

    Non intendo offendere nessuno cari miei. Qeullo che voglio dire, a buon intenditori poche parole, parli chi sa e chi non sa stia zitto. Non confondiamo esperienze ed opinioni personali con la realtá, Lyndon tu hai scritto un post memorabile al riguardo. Certo é bello confrontarsi, ma non cadiamo nell’errore di confondere idee e realtá. La realtá é complessa e ben piú grande di noi.

    Per concludere, Complimenti a Dublino!

  • Martina 1:37 pm on 27 luglio 2010 | #

    Esatto Alf (e gli altri) qui si sta andando fuori tema. D’accordo gli irlandesi bevono (è innegabile) ma anche leggono a tonnellate. Tutti gli irlandesi che conosco, senza esclusione alcuna, leggono in continuazione. E no, non sono solo i miei colleghi all’università, prima che qualcuno faccia l’ovvia obiezione. Le statistiche portate da Bacco e dagli altri sono vere. Provate ad andare in una libreria in centro (in qualsiasi città) il sabato o il venerdi’ pomeriggio e trovate la folla. Amazon.co.uk vanta ENORMI vendite in quest’isola.
    Ma tralasciando gli sterili dati statistici, l’osservazione porta all’ovvio. Questa è una buona compensazione per l’istruzione obbligatoria che qui è forse più carente che in Italia (e ridaje, lo so sono fissata ;)). Ma le università sono affollate. E ce ne sono tante.
    L’istruzione universitaria comunque non è l’unica indicazione che possa giustificare il tasso di scrittori in questo paese. Voglio dire, Kafka era un contabile. Il talento ce l’hai o non ce l’hai. È la facilità con cui puoi pubblicare. Il fatto che se sei scrittore non paghi tasse. Il fatto che ti rispettano e ti incoraggiano.
    Sto seriamente considerando di cambiare lavoro :D

  • Alf Mezzosangue 2:09 pm on 27 luglio 2010 | #

    Martina permettimi di quotare questa parte del tuo commento:

    “Il talento ce l’hai o non ce l’hai. È la facilità con cui puoi pubblicare. Il fatto che se sei scrittore non paghi tasse. Il fatto che ti rispettano e ti incoraggiano.”

    Tutto ció condito con un clima ricco di eventi, facilitá di accesso alla produzione etc rende la cittá un luogo ideale per chi ama la letteratura, come hobby o come lavoro.


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