• 03:41:51 pm on novembre 9, 2010 | 32

    Retro-Syndrome: Irlanda ti odio.

    Non ho dimenticato questo spazio, che tante gioie e sofferenze ci ha regalato, solo perche’ sto lavorando a Bloomcast da qualche mese.

    Come sempre raccolgo dall’immenso archivio inorganico della rete, interessanti stralci di sofferenza provata dopo solo un anno in Irlanda.

    Vi lascio alla lettura di un brano decisamente interessante.

    Siamo nel 2007 in Irlanda e qualcuno lascio’ le sue impressioni su un forum.

    Buona lettura.

    Dopo 1 anno in Irlanda..

    ….questo e’ quello che penso.

    L’Irlanda molti la definiscono un paradiso. Indubbiamente lavoro ce n’e’
    tanto e bene o male si impara l’inglese (anche se l’inglese medio degli
    italiani all’estero mi e’ sembrato veramente scarso, pure di quelli che
    fanno lavori decenti).

    Il posto sarebbe pure carino di per se, tanti prati, scogliere, alcune
    spiagge etc.

    Ma il tempo non si puo’ dire che permetta di goderselo.

    Lo sport nazionale e’ bere birra fino a rovinarsi, vomitare, e avere un
    hangover della madonna il giorno dopo. Il cibo e’ qualcosa di
    secondario, infatti la stragrande maggioranza della gente mangia merda
    (ed e’ quello che mangio pure io spendendo 6 euro per un sandwich alla
    subway – qui dove lavoro oltre a questo e alla Spar non c’e’ altro). I
    ristoranti sono cari e spesso ti danno porzioni ridicole.

    Sono un nuotatore. Qui le piscine, a parte rare eccezioni, tra l’altro
    localizzate in posti scomodi, fanno schifo. Non esistono squadre master
    e i bagnini sanno nuotare peggio di me. Se qualcuno affoga mi chiedo che
    fine fara’.

    Il lavoro e’ ben retribuito, di sicuro meglio che in Italia, anche
    perche’ le tasse sono piuttosto basse. Solo che pensione e assistenza
    sanitaria sono private, e quest’ultima non comprende le visite dal
    dottore in caso di influenza, raffreddore etc ma solo l’ospedale. I
    farmaci sembrano costare meno. Qui sono indubbiamente piu’ meritocratici
    di noi italiani, anche se dove sto io il lavoro e’ di una noia mortale
    nonostante i 52k annuali che mi pagano (3200 netti/mese). I manager cio’
    nonostante li ho trovati abbastanza incompetenti per il ruolo che
    coprono. Pure i colleghi (tecnici), sono piuttosto incompetenti. Gente
    brava, appassionata, ne ho conosciuto poca (questo anche spiega la
    “fame” delle aziende nel trovare personale specializzato in loco, e la
    possibilita’ che gli stranieri offrono per queste ultime).

    Le case e gli appartamenti, salvo rare eccezioni, sono di qualita’
    infima. Inoltre hanno impianti elettrici e di riscaldamento degni ai
    Italia degli anni ’70. Pero’ ovviamente si sono adeguati ai prezzi
    europei, cosi’ un monolocale a Dublino ti costa minimo 950/1000 euro al
    mese mentre qui a Cork te la cavi con 900.

    Eventi culturali, ben pochi direi. Al teatro ci vanno pochi. Anzi qui
    non so nemmeno se ne esiste uno. Nessuno ne parla.

    L’irlandese medio quando va in vacanza (solitamente a Tenerife o qualche
    posto da comprare con un low cost) pensa in genere a bere smodatamente
    come fa a casa propria -inquinando e lasciando bottiglie, cartacce
    ovunque- e a fare shopping. Una mia collega e’ stata 3 mesi negli USA,
    ci ha parlato solo degli shopping center nei quali e’ stata. Il mondo e’
    bello perche’ vario.

    La vita notturna e i divertimenti offerti dal mio punto di vista e’ in
    generale deprimente. Premetto che non vado molto d’accordo con
    discoteche, nightclub vari e le persone che li frequentano. Le ragazzine
    si vestono praticamente nude (a costo di morire di freddo, si vede
    chiaramente che tremano) e portano delle scarpe col tacco che nemmeno
    sanno indossare (infatti se ne vedono parecchie scalze camminare a fine
    serata). Quando si ubriacano cominciano a urlare “Yuuu-huuu” per strada
    come delle oche starnazzanti e si fanno col primo che passa.

    L’obiettivo generale, come gia’ detto, e’ ubriacarsi all’estremo, senza
    badare troppo alla propria dignita’. Questo e’ il divertimento, questo
    e’ per loro il “craigh” (termine gaelico). Pensate che io sia un
    bacchettone? Assolutamente no, ma quello che e’ divertente vedere
    qualche volta, alla lunga stanca, e in tal caso fa pure schifo.

    Le persone in genere, al di la di fare quello che sopra ho citato, non
    hanno altri interessi. Infatti difficilmente riesco a parlare di cinema,
    cultura, libri, musica, o quant’altro con un irlandese. I newsagent sono
    tappezzati di giornali gossip, e persino i quotidiani di attualita’
    riportano in prima pagina le magagne del Tom Cruise (o chi cavolo ci
    volete mettere in mezzo) di turno piuttosto che gli avvenimenti di
    politica estera.

    Detto questo, vale la pena (per me), stare in un posto del genere? Se
    guardiamo meramente al vile denaro, la risposta e’ ovviamente si’.
    Pagando 500 euro per una stanza, bollette comprese, con altri 500 ci
    vivo pur non facendo cose spettacolari. I restanti 2200 li metto da parte.

    Se guardiamo al fattore qualita’ della vita, dal mio punto di vista
    personale, questo posto e’ una barba oltre che uno show pietoso ogni
    sabato sera.

    Conviene (a mio avviso), restare? No. Io sono un amante della vita
    all’aperto, del mare, del sole, della buona cucina, delle amicizie
    profonde e non basate sul livello di alcool che si ha in corpo, delle
    citta’ che puoi sentire tue.

    Per farla breve (scusate se fin’ora non lo sono stato):

    Ciao Irlanda, me ne tornero’ in Italia.

    Tu sei cresciuta male, ti hanno gettato quella valanga di soldi troppo
    in fretta. I tuoi abitanti non hanno avuto modo di crescere, di farsi
    una cultura degna da paese Europeo. Ti sei fatta conquistare dalle
    multinazionali americane, da uno stile di vita che e’ diventato un
    ibrido orribile tra capitalismo e ignoranza.

    Un esperienza che dovevo fare. Ma che ora ho voglia che appartenga al
    passato.

    fonte: http://it-lavoro.confusenet.com/showthread.php?t=67237&pagenumber=&67237-Dopo-1-anno-in-Irlanda=

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Comments

  • bacco1977 3:45 pm on 9 novembre 2010 | #

    “hai rotto il cazzo”
    “la devi finire”

  • Gabriele 4:27 pm on 9 novembre 2010 | #

    meno male che sono arrivato nel 2009…

    vorrei sapere cosa fá nella vita adesso…

    magari é tornato qui…

  • TopGun 5:37 pm on 9 novembre 2010 | #

    bhe però lo stipendio che prendeva era bello alto, chi sa se trasferendosi ha conservato lo stesso reddito e lo stesso potere d’acquisto.

    Chi sa se fosse rimasto in Irlanda, quanto avrebbe guadagnato e se fosse riuscito a mantenere il suo posto di lavoro. (mamma mia che verbi complicati che ho usato! lol)

  • pallotron 7:37 pm on 9 novembre 2010 | #

    Lavora in Svizzera, basta usare Google :D
    Ed ha anche lavorato nella mia stessa azienda! Pazzesco quanto e’ piccolo il mondo.
    Comunque ognuno e’ libero di scrivere cio’ che vuole, non che a me freghi molto, pero’ nelle cose che ha detto c’e’ del vero, ci sono situazioni reali, pero’ e’ vero che non riguardano la maggior parte della popolazione irish.

    comunque spezzo una lancia in suo favore, almeno lui se n’e’ andato veramente, di parola, quindi e’ stato coerente :D

    Non gli potete dire “se non ti piace vattene” :D

  • bacco1977 8:18 pm on 9 novembre 2010 | #

    mamma mia.
    Evvia la privacy :/

  • Martina 9:17 pm on 9 novembre 2010 | #

    Quello che ha scritto e’ molto controverso, questionabile, un tantino razzista ed a volte esagerato.
    Ma scusate, questa frase la incornicerei:
    Tu (Irlanda) sei cresciuta male, ti hanno gettato quella valanga di soldi troppo in fretta.
    Purtoppo, e’ vero.

  • Lyndon 10:17 pm on 9 novembre 2010 | #

    Rispondo un po’ a tutti.

    Il documento è del 2007 e ci da sicuramente la dimensione del disagio che molti hanno provato in quel periodo, quando l’Irlanda era in una situazione molto diversa.

    Il pensiero espresso, come sappiamo bene, era molto comune è contiene anche delle cose credibili, almeno da un punto di vista epidermico.

    La questione è che tra le persone che non hanno superato lo shock e condividevano questo pensiero o se ne sono andate o sono ancora qui in uno stato di sofferenza o accettazione passiva.

    Io non cerco la coerenza come valore assoluto, perchè credo che a volte, sia anche salutare dire “ho fatto e ho detto un cazzata”. Non fa male, provateci, anche nella solitudine delle vostre stanze.

    Personalmente, non mi interessa chi sia la persona in questione e cosa faccia ora, ma ho attenzione solo per quello che ha scritto in quel periodo.

    Inoltre, nessuno ha pronunciato l’odioso motto “se non te piace vattene”. Non mi piace che mi vengano messe parole in bocca che non ho mai proferito. Quindi la polemica ben edulcorata con le emoticon finisce qui.

    Oggi parlavo con qualcuno di “equazioni esistenziali” che non sono sempre quantificabili in stipendi o benefit. Chi per una ragione o per un’altra, forse non troverà mai pace, aggirandosi per il mondo alla ricerca di un luogo in cui sostare, cercando di risolvere la propria equazione.

    Risolverla, in realtà, può costare una vita.

    A ognuno le sue equazioni, ma attenti ai risultati.

  • Mezzosangue 12:52 pm on 10 novembre 2010 | #

    Come al solito hai beccato un altro che crede di conoscere un paese dopo un anno Lyndon. Mamma mia la parte riguardo i teatri e la cultura proprio fa tremare.
    Forse io vivo in un altro pianeta? Un collega seduto proprio accanto a me é una miniera di conoscenza, parliamo di storia, filosofia, sa tutto. Il mio ex manager sapeva anche di piú, dalla A alla Z.

    Poi c’e anche il solito ignorante, é ovvio.

    Eventi culturali.. tu e Bacco potete istruirci, so che siete esperti al riguardo.

  • Lyndon 12:59 pm on 10 novembre 2010 | #

    Alf: Questa volta ho evitato di commentare il post in se, volevo solamente mostrare uno stralcio del passato. Mettiamoci un attimo seduti e pensiamo a come molti hanno visto questo paese, senza ragionare piu’ sul torto o sulla ragione. Prendete questa lente e guardate l’Irlanda come l’ha vista lui, poi guardatevi intorno.

    Personalmente si potrebbe scomporre e confutare molte delle affermazioni del post in questione, ma non serve piu’ a niente, lo abbiamo gia’ fatto milioni di volte.

    Ormai’, in parte, questa e’ storiografia degli Italiani in irlanda. Prendiamone atto.

  • Lyndon 1:02 pm on 10 novembre 2010 | #

    @Alf: Dimenticavo. Sul conoscere un paese in un solo anno, non mi trovo mai d’accordo. O si hanno cosi’ tanti strumenti da poterlo decodificare nell’immediato (mai visto, ma non lo escludo) o se ne hanno talmente tanti pochi da aver poco da leggere e decrittare, che dopo qualche mese si presume di aver capito.

  • Alf Mezzosangue 2:01 pm on 10 novembre 2010 | #

    Lyndon, concordo in pieno, abbiamo tentato di confutare tesi simili milioni di volte, oramai é inutile continuare. Secondo te oggi, dopo un anno in una Irlanda un pó diversa, perché in recessione, un sindromato scriverebbe le stesse identiche cose?

  • Lyndon 2:11 pm on 10 novembre 2010 | #

    @Alf: Io Alf penso di no o meglio non con tanto livore. Diciamo che l’adattamento, forse, puo’ essere piu’ dolce. Effettivamente anni fa, il paese era in piena sbornia boom economico e molte cose risultavano “assurde” ed inaccettabili. Tutto era diventato anabolizzato: vita notturna, salari, affitti, spesa, costumi. Questo, me compreso, accentuo’ lo shock o la proabilita’ di averne uno.

    Mettiamoci anche che si muovono meno persone, che fanno anche meno scrittori in rete e meno opinione.

  • Mezzosangue 2:27 pm on 10 novembre 2010 | #

    Io ho una teoria. Prima si muoveva anche chi non era pronto ed adatto al cambiamento, oggi si muove solo chi é pronto, perché trovare lavoro é piú difficile, quindi si parte con piú convinzione.

  • Lyndon 2:33 pm on 10 novembre 2010 | #

    @Alf: Concordo. Oggi se parti e’ perche’ vuoi partire e non per un’onda lunga che ti trascina in qualcosa a cui non sei pronto. Vivere all’estero non e’ ne’ facile ne’ divertente, ma provare e’ comunque diritto di tutti. Qualcuno ce la fa, altri no. Qualcuno si stufa o semplicemente termina la propria esperienza in determinato luogo. Tutte situazione comprensibili ed accettabili.

  • pedro 9:10 am on 11 novembre 2010 | #

    mi piace molto la tua riflessione:
    “Oggi parlavo con qualcuno di “equazioni esistenziali” che non sono sempre quantificabili in stipendi o benefit. Chi per una ragione o per un’altra, forse non troverà mai pace, aggirandosi per il mondo alla ricerca di un luogo in cui sostare, cercando di risolvere la propria equazione.
    Risolverla, in realtà, può costare una vita.

    A ognuno le sue equazioni, ma attenti ai risultati.”

    Sto frequentando persone che come me hanno vissuto la loro breve esperienza in irlanda e che ora si trovano in rep ceca (piccolo il mondo, strana la vita).
    I nostri pareri in generale sono differenti, c’è chi si è divertito molto ed è stato bene.
    Lavoro ben pagato, divertimenti sfrenati, pochi pensieri concreti per la testa…
    Pero’ per tutti l’irlanda è una parentesi.
    Ammiro chi decide di stabilirsi, come te, bacco, alf, martina.

    Io rimango alla ricerca di me stesso, della mia equazione esistenziale.
    mi muovero’ ancora, molto presto, ma questa volta lasciando con rammarico il posto in cui vivo.
    Forse perchè mi ha dato piu’ di quello che mi aspettavo.

  • vincenzo 9:25 am on 11 novembre 2010 | #

    che ignorantone sindromato!!!!

  • Martina 12:20 pm on 11 novembre 2010 | #

    pedro, io ho cercato di stabilirmi, ma non ci sono riuscita. Il prossimo anno torno in Italia. C’e’ poco da ammirare.

  • antonio 12:57 pm on 11 novembre 2010 | #

    vincenzo l’ignorante sarai tu, non e’ quello che ha scritto il post.

    Io sono arrivato in Irlanda insieme con lui e abbiamo convissuto qualche settimana, poi per vari motivi le nostre strade si sono separate. A parte il discorso birra/cultura, la maggior parte delle cose scritte sono semplicemente la verita’, specie quello che ha sottolineato Martina.

    Poi chiaramente ognuno ha le sue opinioni ma se volete provare a smentire quello che si vedeva il sabato sera in grafton street alle due di notte…

  • Lyndon 1:49 pm on 11 novembre 2010 | #

    @Enzo, Antonio: Ragazzi calma, nessuno insulta nessuno. Questo vale prima per Enzo e poi per Antonio.

    Personalmente non ho messo in dubbio le qualita’ della persona in questione, ne’ in particolare cio’ che ha detto. Era un caso del 2007 che mi interessava postare per sottolineare anche chi in quel periodo non si trovo’ bene. Personalmente ebbi le stesse impressioni nei miei primi sei mesi in Irlanda.

    Le cose sono cambiate, ragioniamo anche sui cambiamenti e se ora sia piu’ semplice adattarsi.

  • bacco1977 2:00 pm on 11 novembre 2010 | #

    Dico la mia sul post.

    1- sono d’accordo con Martina. Irlanda cresciuta male, altrimenti non saremmo come siamo messi.
    2- sono d’accordo col direttore quando parla dei deliri del periodo celtic tiger. i fiumi di birra, vomiti ed ubriacature varie. E’ anche palese il calo drastico di queste scene per i motivi che tutti sappiamo.
    3- d’accordo con alf, lyndon e pedro riguardo una ricerca non sempre facile e per nulla scontata.

    Ora, abbiamo stabilito cio’ che secondo noi e’ oggettivamente vero. Crescita scriteriata e divertimento folle. Aggiungiamoci anche l’attitudine a mangiar male. Su queste cose il post dice assolutamente il vero.
    Ma il resto? Insomma, gente ignorante, no cultura, no eventi, piscina dove muori, managers incompetenti. Essere costretti a mangiar male perche’ nulla di buono si trova. Quella parte copre un buon 70% del post.
    Possiamo dire che ci sono delle verita’ ma il post finisce nel perdersi nell’odio e nel razzismo e perde di credibilita’ in questo modo?
    Si poteva fare una critica al paese piu’ sobria?
    Se avesse scritto le stesse cose per i cinesi o per qualche popolazione africana ora sarebbe di fronte al tribunale dell’Aja per crimini contro l’umanita’.

    Ultima cosa. Invito ad abbassare i toni. Veramente qua non se ne puo piu’.

    @Lyndon

    Possibile che ora sia piu’ facile adattarsi per un semplice fatto di densita’. Ci si sente forse meno spaesati in un fiume di persone. ma non ne sono certo.

  • vincenzo 12:45 am on 13 novembre 2010 | #

    caro, antonio , io ho offeso il tuo caro amico ignorantone e sindromato, secondo me se la tira pure da come scrive….non te…..

    come mai ti sei offeso ? hai la coda di paglia ? ;-)

    meditate

    Vincenzo

  • pedro 9:47 pm on 15 novembre 2010 | #

    ma si può dire almeno che l’economia (e la politica) irlandese fa/ceva schifo o si è sindromati?
    provocazione da due soldi, lo so, ma di questi giorni è attualità… ;)

  • chechi 8:46 am on 30 dicembre 2010 | #

    io ho vissuto a dublino e poi me ne sono scappata. che io la odio dublino! la odio! tanti auguri a tutti, soprattutto agli italiani che stanno, coraggiosamente, lì!

  • H3R 8:33 pm on 26 gennaio 2011 | #

    Probabile che molte cose siano cambiate; Qualche fondo di verita’ lo si puo’ trovare, io stesso non capisco la fissazione del bere n-mila pinte di birra a sera (Sabato scorso il ragazzo di un’amica della mia ragazza ha bevuto 9 pinte di fila…ovviamente dopo non stava in piedi); Tuttavia l’autore originale si perde in critiche livorose, assurde ed insensate: cosa cambia a lui se le ragazze vanno in giro mezze nude, per esempio?

    Quello che e’ insopportabile del resoconto e’ che c’e’ il solito punto di vista “italico sul piedistallo”: parte dal presupposto che lui, la sua cultura, l’ambiente da cui proviene sia superiore per una ragione o per l’altra; Cio’ che e’ diverso, dunque, e’ sbagliato. Il confronto e’ rifiutato a priori.

  • Ludmilla 8:44 pm on 25 maggio 2011 | #

    Io abito a Dublino ma mi sono completamente rotta di stare qui, infatti me ne vado in pochi mesi, lavoro o no me ne frego. Questo posto eà da delirio! Conosco tante altre persone che la detestano e non solo italiani. Concordo pienamente con il tipo che ha scritto le sue impressioni sull’Irlanda.

  • Ludmilla 10:52 am on 9 luglio 2011 | #

    L’Irlanda è un paradiso per la gente che non ha la piu’ pallida idea di come sia e definisce friendly gli irlandesi,ma l’Irlanda è un ‘inferno’ per le persone che sanno bene come sia e ci hanno anche vissuto e definisce gli irlandesi come ignoranti ubriaconi per niente friendly.
    E’ incredibile come non sapere le cose ti faccia pensare in modo cosi’ diverso…poi per carità dipende anche dalle esperienze e gusti personali definire questo paese…

  • Lyndon 10:58 am on 9 luglio 2011 | #

    @Ludmilla: prima di etichettare “ignoranti ubriaconi” gli altri, rileggiti il tuo commento e vedrai che troverai molte somiglianze con l’oggetto del tuo disprezzo. Aggiungo che forse ho mal interpretato il tuo commento, ma non è chiaro credimi.

  • bacco1977 11:45 am on 19 luglio 2011 | #

    Lyndon, si potrebbe aprire una rubrica:” Chiedilo a Ludmilla”.
    Cosi’ ci facciamo spiegare come e’ stato calcolato il livello culturale degli Irlandesi.

    Mi chiedo solo una cosa. Se gli irlandesi sono ubriaconi ed ignoranti, gli italiani che sono?
    Voltagabbana analfabeti?
    No perche’ l’analfabetismo funzionale pare colpire quasi l’80% dei diplomati italiani, Gli stessi che poi “misurano” la cultura irlandese.

  • Maurizio Gervasoni 7:07 pm on 1 marzo 2012 | #

    Se l’Irlanda e’ tutto questo paradiso…chissa’ perche’ da sempre (a parte una breve, effimera parentesi di qualche anno) gli Irlandesi fanno la fila per emigrare…
    Dovrebbe dirla lunga su che tipo di paese e’…

  • Lyndon 7:19 pm on 1 marzo 2012 | #

    @Fake Maurizio Gervasoni: Puoi dirmelo tu che paese è? Visto che ti ho cestinato non so quanti commenti e ora puoi sfogarti, ti lascio un altro commento bonus dove puoi spiegarmi il tutto. Non sprecare l’occasione, perché da bravo censore di rado lascio tutto questa libertà. Fanne cattivo uso.

  • tara 1:09 pm on 26 maggio 2012 | #

    Ho trovato questo post estremamente interessante. Nonostante l’ottima paga, ho lasciato qualche mese fa -dopo sei mesi-, un posto di lavoro piuttosto prestigioso a Cork. Per gli stessi identici motivi. Questa è una pagina del mio diario, riassume bene le mie impressioni a proposito dell’Irlanda:

    “L’Irlanda e’ un paese strano, dai paesaggi stupendi e malinconici come le persone che lo abitano. Negli occhi degli anziani si legge la tristezza di un popolo che e’ stato per troppi secoli oppresso, che ha conosciuto qualche anno di apparente ricchezza, ma che ha dovuto fare di nuovo i conti con la recessione e la crisi economica. Tutti questi abusi hanno fatto si che l’Irlanda restasse un paese sospeso a meta’ tra antiche e fiere tradizioni celtiche e occidentalizzazione mal riuscita. Qui ci si sente veramente fuori dall’Europa. Malgrado i trascorsi politici, ed il risentimento nei confronti degli inglesi, hanno assorbito a modo loro tutte le usanze e le tradizioni dell’Inghilterra. Capite? Sono stati oppressi per secoli da un popolo di cui poi, loro malgrado, sono diventati una strana fotocopia. Tutto cio’ e’ particolarmente visibile nei giovani, nel loro abbigliamento, nel loro slang, nella loro televisione. Pur essendo stata per me un’esperienza interessante, alla lunga cominciavo a sentirmi a mia volta oppressa, perche’ l’Irlanda ha sofferto cosi tanto che ora ha ben poco da offrire, ben poco da raccontare. Tutt’altra esperienza fu quella a Parigi, citta’ aggressiva, ma che ha una storia da farti scoprire, e la puoi scoprire giorno per giorno visitando una galleria, andando a teatro, sedendoti ad un cafe’ ma anche semplicemente passeggiando per le vie della citta’. E tutto cio’, ho capito negli ultimi mesi, non puo’ essere sostituito da nient’altro: non dagli amici, non dagli aperitivi, non dall’ambiente di lavoro/di studio: la citta’, intesa proprio come “struttura architettonica” non e’ solo un teatro, un ambiente nel quale noi ci collochiamo e nel quale viviamo, ma e’ parte integrante della vita stessa, e’ “un’amica” che possiamo trovare interessante, e allora ci chiacchieriamo e impariamo tante cose, oppure non la troviamo interessante ed allora e’ meglio lasciar stare, non frequentarla piu’.”

  • H3llR4iser 8:49 pm on 26 giugno 2012 | #

    @Tara: complimenti, in sei mesi hai capito tutto dell’Irlanda. Io ci provo da oltre tre anni, gli ultimi due trascorsi con una compagna Irlandese (tra l’altro laureata in storia) e, tutt’ora, imparo qualcosa di nuovo ogni giorno.

    La presunzione di superiorita’ Italica mi disgusta sempre di piu’.


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