• 09:11:49 am on gennaio 17, 2012 | 22

    Dialogo impossibile con un Capitano. Fallacita’ linguistico culturali.

    Ne parlai gia’ qui e questo e’ un esempio tristemente pericoloso di uso del linguaggio come strumento di approssimazione e fallacita’.

    fonte: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2012/01/17/pop_dialoghi.shtml

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Comments

  • Top Gun 9:58 am on 17 gennaio 2012 | #

    E’ assurdo, pare che la decisione di gettare l’ancora e far girare la nave, consentendo così il salvataggio di tante persone portandosi il più possibile sotto costa, non sia stata sua ma di un secondo…

    poi vabbè c’è il classicp, dopo le morti si scopre che dal 2005 dovrebbe essere attiva la tecnologia dedicata alla prevenzione dei disastri.
    http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_16/vts-traffico-navi_40acfcbe-407f-11e1-a5d2-75a8a88b1277.shtml

  • bacco1977 10:05 am on 17 gennaio 2012 | #

    Lo leggevo stamattina.
    In questi casi si direbbe che c’e’ poco da commentare, invece no , da commentare ce n’e’ e come.

    Questa conversazione rappresenta lo status dell’attuale italiano medio.
    Inganno, approssimazione, superficialita’, pressappochismo.

    E rappresenta anche altro. Incapaci messi a posti di comando, magari grazie a clientelismo e corruzione. E cosi’ ci ritroviamo con conversazioni che la lettera di Toto e Peppino a Milano sembra l’Ulisse di Joyce a confronto.
    Uno spaccato della dirigenza italiana, uno spaccato della professionalita’ italiana (membri del’equipaggio che non sapevano cosa fare), uno spaccato dell’Italia, con una nave che affonda ed il capitano che scappa dicendo che c’e’ solo un problema tecnico.

    Comunque, anche questi panni sporchi verranno lavati in casa.E’ cosi’ che si fa no?

  • Top Gun 11:18 am on 17 gennaio 2012 | #

    è stato pubblicato l’audio di questa conversazione….

    http://video.corrierefiorentino.corriere.it/telefonate-il-comandante-capitaneria/cf-167017

  • Top Gun 11:30 am on 17 gennaio 2012 | #

    Mamma mia, pare che schettino abbia chiamato un comandante in pensione riferendogli dell’omaggio che gli avrebbe fatto suonando le sirene.
    Un piccolo abuso di potere, come se la nave fosse sua, come se a pilotarla ci fosse un bambino che gioca con la sua barchetta nella vasca da bagno.
    Sembra la trama di un film demente, più dettagli emergono e più mi si gela il sangue nelle vene…

  • Lyndon 11:48 am on 17 gennaio 2012 | #

    Concentratevi sull’uso del linguaggio. Poi vi diro’ la mia.

  • TopGun 11:53 am on 17 gennaio 2012 | #

    è un bambino che si giustifica con la mamma dopo una marachella….

    quando dice che è buoio e non si vede niente, la capitaneria dall’altro lato dice chiaro chiaro “e che vuole fare?vuole tornare a casa????”.

  • Lyndon 12:00 pm on 17 gennaio 2012 | #

    Ragazzi, non facciamo qui il processo virtuale al Comandante. A me interessa il modus communicandi che utilizziamo e questo e’ un esempio lampante di un usus di cui ho parlato in passato. Sarei meno interessato alle questioni legali e allo “scandalizzarsi” in genere. Se vogliamo virare la discussione verso quella direzione possiamo proseguire, se vogliamo stracciarci le vesti, possiamo farlo altrove.

  • TopGun 12:04 pm on 17 gennaio 2012 | #

    Si ok, scusa per il fuori tema.
    L’audio purtroppo dice tutto, un comandante che ha la responsabilità di agire non fa nulla.
    E’ colpa di qualcun altro…e qualcun altro che deve agire…

  • bacco1977 12:27 pm on 17 gennaio 2012 | #

    Alcuni esempi di Linguaggio Lyndon

    -Abbiamo abbandonato la nave.
    -Come avete abbandonato la anve?
    -Si , sta affondando.
    -Ma avete abbandonato la nave con 300 persone a bordo?
    -No, e’ che siamo stati catapultati fuori.

    Menzogne, pressappochismo, cercare di scaricare la colpa.
    La fotografia dell’italiano medio. Un cialtrone.
    Mi riferisco al linguaggio lyndon

  • bacco1977 11:58 am on 18 gennaio 2012 | #

    In inglese la conversazione assume caratteri piu’ grotteschi. Non sono un esperto Lyndon, ma dico comunque la mia. Essendo, forse, l’inglese una lingua piu’ sintetica e diretta, i continui “girarci intorno” di Schettino suonano molto piu’ marcati.
    Ecco la trascrizione della seconda conversazione in inglese:

    http://www.irishtimes.com/newspaper/breaking/2012/0118/breaking28.html

  • Lyndon 12:30 pm on 18 gennaio 2012 | #

    Interverro’ stasera sui i commenti appena lasciati.

    Riguardo tutti gli altri cestinati, ricordo ai lettori che questo blog applica la selezione dei commenti su base personale: io decido cosa pubblicare o meno, visto che lo spazio e gestito da me e ne sono detentore e responsabile. Quindi evitate di spaccarmi le palle con trollate che non mi interessano e infastidiscono, questo per essere piu’ chiari.

  • TopGun 5:57 pm on 18 gennaio 2012 | #

    credo che questo sia molto in tema con il post:

    http://video.repubblica.it/rubriche/la-fotografia/de-falco-troppo-facile-chiamarlo-eroe/86060/84449

  • Lyndon 9:33 am on 20 gennaio 2012 | #

    Scusandomi per il ritardo con cui vi rispondo, vado a bomba nel cuore del mio pensiero.

    Se anni fa pensavo che fosse la lingua a determinare degli effetti nella comunicazione, ad oggi, mi trovo a cambiare rotta e a ritenere che e’ sostanzialmente una questione di mores alla quale una lingua stessa si asserve.

    Non e’ la lingua italiana ad essere fallace, ma l’uso comune e costante con cui si porta una rete di comunicazione basica ad essere confusa e approssimativa.

    Prendiamo, ora, a paradigma del fenomeno Schettino e De Falco.

    Se il primo confonde, il secondo si trova a dover faticare per trovare una logica lineare del fenomeno in atto.

    Questo paradigma e’, a mio vedere, lo specchio di un problema fondamentale che risiede in come, a tutti i livelli, la comunicazione nel nostro paese si trova ad un livello di tolleranza della menzogna molto alto. E’ questo e’ un problema morale, non linguistico.

    Il paradigma Schettino si trova a tutti i livelli: impiegato del catasto, netturbino, idraulico e meccanico. De Falco, invece, e’ quella che dovrebbe rappresentare la norma di una linearità comunicazionale e morale prettamente risolutiva ed efficientista. Che sia chiaro, nessuno dei due rappresenta una norma, poiche’ il fenomeno va visto traversalmente facendo convergere i due in un’unico ente in cui convivono menzogna e verita’.

    Qui non si tratta di essere anti italiani, ma di evidenziare dei vizi di un paese dove, ad esempio, una classe dirigente mente ad un paese connivente, che si adatta alla menzogna come modello accettabile. Se un governo vi dice che i conti sono “a posto” e poi vi svegliate sul l’orlo di un baratro, un problema c’e’ di sicuro.

    Ora, che tutti si vogliano sentire De Falco e’ molto romantico, ma anche molto fasullo. Vi basterà riflettere su come tutti i giorni rispondete ad ogni singola domanda che vi viene posta, valutandone l’approssimazione all’errore e la malizia con la quale si usa uno strumento neutro quale e’ una qualsiasi lingua.

  • TopGun 2:01 pm on 20 gennaio 2012 | #

    Il tuo punto è estremamente chiaro.

    Vai nel cuore del problema ed apri il vaso di pandora, le responsabilità sono condivise non c’è un colpevole unico.

    Tornando al caso specifico, quante volte è capitato di vedere una di queste belle navi sotto costa e pensare “che bello”.
    Guardare in questi giorni tutte le foto molto pittoresche, di un gigante nella laguna di Venezia fa nascere una domanda.
    Perché nessuno di noi ha mai pensato o detto che non era una cosa da fare?

    La frase ricorrente in questi giorni è “si sapeva”, oppure “questi passaggi sotto costa si sono sempre fatti”.

    Si sapeva. chi? “la gente” ? la stessa che vuole giustizia?

  • Lyndon 2:16 pm on 20 gennaio 2012 | #

    Io dico che se i passaggi non sono considerati nella rotta e possono mettere a rischio il cliente non vanno fatti e neanche considerati. Purtroppo, i casi regressi, che fanno capo all’affermazione “lo fanno tutti” creano la possibilita’. Questo non vuol dire essere ottusi e attenersi a delle procedure anche quando ritenute sbagliate, ma avere il buon senso di capire il fattore di rischio che si corre non sarebbe cosa impietosa.

    Se sono su un volo, il comandante cambia rotta per farmi vedere Mosca e vado contro un Mig, c’e’ un errore di base nel metodo con cui il pensiero caotico ed il divertimento personale, mettono a repentaglio la vita delle persone.

    Come dici tu, la “gente sapeva” e accettava la marachella del simpatico comandante. Poi quando la gente muore, non fa piu’ ridere e allora tutti con il forcone in mano.

  • TopGun 3:42 pm on 24 gennaio 2012 | #

    Tra l’altro mediaticamente, negli ultimi giorni la vicenda si è spostata dal disastro al gossip, cocentrandosi sull’eventuale amante moldava (quindi di facili costumi) del comandante.
    Energie spese per il pettegolezzo, invece di archiviare questa vicenda e porre le basi affinché in futuro non accadano tragedie simili.
    “La gente sapeva”, “Il comandante aveva da fare altro”…

    Una nota sempre legata al linguaggio.
    il 20 gennaio era il compleanno di Fellini, ma dei media generalisti nessuno si è curato di questo piccolo evento.
    Per la vita del paese più utile scavare nel lercio e spettegolare come le comari di un paesello.

  • Lyndon 3:54 pm on 24 gennaio 2012 | #

    @Top: Onestamente non mi sorprende, visto che per anni si e’ parlato dei rapporti sessuali di Berlusconi, piuttosto che di politica, finanza e riforme. Come disse uno dei miei vecchi Art Director “quando non sai dove sbattere la testa, mettici una figa.”. E figa fu.

  • bacco1977 11:36 am on 25 gennaio 2012 | #

    Non aggiungo altro personalmente. Credo che si sia detto tutto.

  • lorenzino 11:50 pm on 25 gennaio 2012 | #

    questa merita http://italians.corriere.it/2012/01/22/non-siamo-nemmeno-capaci-di-fare-le-tragedie/

  • Lyndon 9:31 am on 26 gennaio 2012 | #

    Il B-movie anni 80 italiano e’ molto piu’ indicativo, da un punto di vista antropologico, di molte speculazioni intellettuali, che hanno sempre rifiutato di guardare il nostro lato piu’ grottesco e infame. Se gli intellettuali italiani cominciassero a mettere un po’ le mani in quello che hanno sempre considerato immondizia culturale, si renderebbero conto che il 90% di qualsiasi cosa e’ composto da pattume ed e’ proprio di quello che dovremmo parlare. Noi siamo pattume, ricordatevelo.

  • bacco1977 4:58 pm on 28 gennaio 2012 | #

    Schettino e’ un B-Movie moderno. L’Italiano medio e’ ormai il B-Movie d’europa.
    Ma non si puo’ dire. Bisogna stare zitti e prendersela con Berlusconi.
    Come se alla guida della COncordia vi fosse stato Berlusconi,
    Pero’ anche lui e’ il B-Movie della politica…


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